Assocalzaturifici: "Ripresa delle attività dal 14 aprile, ecco le nostre proposte al governo"

"Manifesto" con le richieste delle aziende calzaturiere. "Vanificati tutti gli investimenti per la stagione primavera-estate 2020 e compromesse le vendite della prossima stagione autunno-inverno 2020-21"

Assocalzaturifici: "Ripresa delle attività dal 14 aprile, ecco le nostre proposte al governo"

Ripresa immediata a partire dal 14 aprile di tutte le attività aziendali essenziali e strategiche, comprese quelle produttive “se indispensabili alla continuità aziendale e contestuale graduale riapertura delle attività commerciali, laddove si sia ottemperato alle misure di sicurezza a tutela dei lavoratori”. Lo chiede con un Manifesto indirizzato al governo Assocalzaturifici che rappresenta la maggior parte delle aziende di un comparto produttivo che conta oltre 4.300 imprese, 75.000 addetti, un fatturato annuo di 14,3 miliardi di euro (l'85% destinato all’export), un attivo commerciale di circa 5 miliardi di euro.

L’associazione sottolinea come la chiusura delle attività commerciali in Italia e poi progressivamente in Europa e in tutti i principali mercati mondiali, abbia “vanificato tutti gli investimenti realizzati per la stagione primavera-estate 2020” e comprometterà “le vendite della prossima stagione autunno-inverno 2020-21 a causa del conseguente taglio degli ordini da parte della clientela e, quindi, a sua volta renderà proibitivo investire nelle collezioni per l’estivo 2021”. “Il protrarsi delle chiusure impedirebbe alle imprese di “tornare a livelli produttivi normali, almeno fino a marzo 2021 privandole, per almeno un anno, dei flussi di cassa essenziali a garantire la continuità”.

Per questo Assocalzaturifici chiede anche provvedimenti in grado di garantire “l’adozione certa ed esigibile da parte delle aziende di ampi margini di flessibilità nella gestione degli orari di lavoro (più turni, ove necessario), della fruizione delle ferie estive, banca ore, straordinari obbligatori, interscambiabilità e sostituzione personale per ragioni di sicurezza a tutela delle fasce d'età più a rischio”.

Non solo, ”dimostrata la buona fede attraverso l'adozione delle misure di sicurezza essenziali, si chiede deresponsabilizzazione dell'impresa in caso di contagio da Covid-19 tra il personale addetto ai sensi delle norme Inail sugli infortuni sul lavoro”.

Oltre all'apertura di linee di finanziamento a fondo perduto di immediato utilizzo a sostegno del circolante per la ripresa delle attività di produzione, del rilancio sui mercati tramite appositi fondi istituiti presso Cdp (fiere, nuovi canali digitali), per la compensazione delle perdite da svalutazione a magazzino generato da mancate conferme d'ordine (anche tramite fondi di garanzia a perdere Sace)".

Assocalzaturifici chiede inoltre la costituzione di un credito d'imposta pari al 60% del valore della perdita di fatturato intercorsa nell'anno 2020 determinata dall'emergenza sanitaria e l'abbassamento del cuneo fiscale fino a luglio 2021 in proporzione alla perdita di fatturato determinata dall'emergenza sanitaria. Oltre che l'estensione a 10 anni dei piani di rientro di tutti i nuovi finanziamenti con garanzia dello Stato previsti dai dpcm Cura Italia e Liquidità e Imprese e accessibilità ai finanziamenti anche per le imprese in sofferenza economico-finanziaria pregressa.

Chiesta, inoltre, la cancellazione degli oneri fiscali e contributivi per le imprese relativi ai mesi di aprile, maggio e giugno 2020 e l'estensione della cassa integrazione Covid-19 per almeno 6 mesi mantenendo inalterati i contatori delle aziende e anticipata da Inps, anche tramite sistema bancario. Necessaria infine, per l'associazione, la defiscalizzazione totale delle spese per la messa in sicurezza delle aziende effettuate nel periodo di gestione dell'emergenza da Covid-19.

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