Da Autostrade a Mps: tutti i dossier caldi tra Roma e Bruxelles

Se nasce, il nuovo governo può sbloccare alcune partite ferme da tempo. Compresa l'Alitalia

Da Autostrade a Mps: tutti i dossier caldi tra Roma e Bruxelles

Atlantia-Cdp, Tim e la rete unica, Alitalia e le beghe con Bruxelles. Ma anche il destino di Mps. Sono tanti i dossier economico-industriali impantanati da mesi a Palazzo Chigi che ora potrebbero sbloccarsi con il governo istituzionale di Mario Draghi, ex governatore della Bce. L'uomo che ha salvato l'euro si prepara a dipanare molte partite, alcune delle quali, dipendono proprio da Bruxelles, dove Draghi ha peso e credibilità. Con una Piazza Affari in grande spolvero, che ha chiuso in rialzo del 2,09% a 22.527 punti, uno dei titoli favoriti è stato ieri proprio Atlantia.

Per buona parte della seduta l'azione non ha fatto prezzo per arrivare fino a 15,3 euro e chiudere a 15,45 euro (+6,08%). La scommessa del mercato è che Draghi a Palazzo Chigi sblocchi velocemente l'impasse della controllata Autostrade, da mesi alle prese con un riassetto che prevede la cessione della maggioranza del capitale al consorzio Cdp-fondi. Draghi è stato direttore generale del Tesoro quando Autostrade è stata venduta alla cordata dei Benetton, nel 2000, e conosce molto bene la società. Prende dunque sempre più corpo la possibilità che (entro il mese) Cdp e fondi formulino un'offerta vincolante e che il Governo fornisca spiegazioni alla Commissione Ue sul Decreto Milleproroghe che avrebbe introdotto, con la potenziale revoca della concessione a prezzo ridotto, restrizioni alla libertà del mercato interno e alla libera circolazione dei capitali.

Sempre con Bruxelles Draghi potrebbe mettere una buona parola anche sulla questione Alitalia e sbloccare la nascita della nuova compagnia. La Commissione Ue sta valutando l'effettivo rilancio in discontinuità, necessario per evitare una procedura per aiuti di Stato, visto che entrano in campo fondi pubblici. Il fronte aperto riguarda, poi, la decisione sui due prestiti ponte da 400 e 900 milioni di euro concessi dallo Stato ad Alitalia, su cui l'Antitrust Ue ha aperto due indagini.

A tenere banco sarà poi il destino di Mps (ieri +2,07%). Per il Monte le nozze con una banca italiana, Unicredit in testa; la fusione con un istituto straniero o la vendita a fondi di private equity sono le tre strade maestre in vista dell'uscita del Tesoro dall'azionariato (64%). E Draghi potrebbe trovare una soluzione che alleggerisca il peso della maxi ricapitalizzazione miliardaria che la banca si appresta a varare.

Infine, c' è la questione della rete unica che coinvolge Tim. Il progetto è stato messo a punto con parecchi stop and go con l'idea di creare una infrastruttura che, integrando gli asset in fibra esistenti, faccia fare un passo avanti alla digitalizzazione del paese, uno degli obiettivi i del Next Generation EU. Il processo di fatto è iniziato con la cessione da Enel di una quota tra il 40 e il 50% di Open Fiber (la jv tra Enel e Cdp) al fondo Macquarie, con l'ipotesi che Cdp arrivi alla maggioranza. Ma la strada verso la nascita di AccessCo, la società unica delle reti, è ancora lunga.

Tra i grandi temi dove Draghi potrà fare la differenza c è poi quello che riguarda l'allocazione delle risorse del Recovery Fund. Inoltre, la credibilità di Super Mario a livello internazionale potrebbe spostare flussi di capitale sull'Italia. In quest'ottica Equita suggerisce di puntare su titoli liquidi che "traggono vantaggio dalla riduzione dello spread, dall'implementazione degli investimenti legati al Recovery Fund e dalla riduzione dello sconto Italia". Tra questi: Buzzi, Intesa, Mediobanca, Mediolanum e Stellantis. Bofa suggerisce di puntare sulle banche dove si attende un "rialzo del 30%" a partire da Poste, Intesa, Unicredit. E Banca Akros vede favorite Leonardo, WeBuild, Mediaset, Inwit, Cattolica.

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