La Bce striglia le banche: "No cedole fino a ottobre Stop ai piani di buy back"

Anche Bankitalia chiede agli istituti vigilati di sospendere i dividendi. Slitta pure Basilea 3

Obiettivo, non sottrarre risorse all'economia dell'area euro, liquidità che può essere utilizzata ultimamente per fronteggiare l'emergenza coronavirus, a beneficio di chi produce e dei privati cittadini. Ma a spese degli azionisti. In giorno dopo l'approvazione del piano da 750 miliardi da parte della Bce e di Bankitalia, si è mossa anche la Vigilanza con un appello rivolto agli istituti di credito.

Il supervisory board della banca centrale presieduto da Andrea Enria ha chiesto alle banche della zona euro di non pagare dividendi «almeno fino a ottobre 2020» per preservare la liquidità che può essere utilizzata per aiutare le famiglie e le aziende a superare la crisi economica dovuta alla pandemia. L'Eurotower vuole che gli azionisti facciano un sacrificio e per questo ha chiesto alle banche dell'Eurozona anche di «astenersi dal riacquisto di azioni proprie volte a remunerare gli azionisti», in un momento in cui i Paesi e le banche centrali stanno adottando misure senza precedenti per sostenere l'economia globale. La misura riguarda gli esercizi finanziari 2019 e 2020. Il pressing non ha un valore solo simbolico. La Bce «si aspetta che gli azionisti delle banche si uniscano a questo sforzo collettivo». Un appello che le banche non potranno ignorare.

Il ritorno in liquidità immessa nell'economia europea sarà tutt'altro che marginale. Il rispetto della raccomandazione della Bce alle banche di trattenere gli utili e non distribuire i dividendi fino a fine settembre vista l'emergenza coronavirus, secondo Enria, vale circa «30 miliardi di capitale aggiuntivo di migliore qualità». Per il capo della Vigilanza: «Questo darà alle banche» ulteriore «capacità di prestare o assorbire le perdite in un momento in cui è particolarmente necessario». In altre parole, è interesse del credito sostenere l'economia reale in un momento come questo.

L'appello della Bce è stato raccolto da Banca d'Italia, quindi rivolto agli istituti più piccoli che ricadono sotto la sua vigilanza. Nell'appello Bankitalia richiede agli intermediari «di adottare un approccio prudente e lungimirante nello stabilire le politiche di remunerazione».

L'altra iniziativa legata al coronavirus è del comitato di supervisione del comitato di Basilea e il gruppo dei governatori delle banche centrali e dei responsabili della supervisione (Ghos). La decisione è il differimento dell'implementazione di Basilea III per aumentare la capacità operativa delle banche e dei supervisori di rispondere alla crisi del coronavirus. «È importante che le banche e i supervisori siano nella condizione di poter impegnare tutte le loro risorse a rispondere all'impatto del Covid-19 - ha detto Francois Villeroy de Galhau, presidente del Ghos e governatore della banca di Francia - Questo include fornire servizi critici all'economia reale».

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Commenti
Ritratto di adl

adl

Lun, 30/03/2020 - 17:18

Un altro calcione ai piccoli risparmiatori ed un ulteriore pernacchione alla difesa del risparmio sancito dalla costituzione più bella del mondo. Se il discorso di sacrificare capitale destinato alla remunerazione del risparmio sotto forma di dividendi contro NPL per aiutare le imprese in crisi, può essere comprensibile se si parla di investitori istituzionali e grandi azionisti, non lo è affatto nei confronti dei piccoli risparmiatori che hanno investito nelle banche anche per avere un minimo di remunerazione al risparmio investito. Spero che Messina non si adegui.