Blocco degli sfratti, spunta la stretta: cosa può cambiare

Il ministero della Giustizia starebbe pensando a delle modifiche

Blocco degli sfratti, spunta la stretta: cosa può cambiare

Una misura che aveva fatto discutere lasciando numerosi dubbi soprattutto dalle associazioni di rappresentanza dei proprietari immobiliari. Così, il ministero della Giustizia starebbe vagliando una modifica della norma, inserita nell'iter di conversione in legge del decreto Sostegni, riguardante il blocco degli sfratti.

Nell'ultimo anno, difatti, con l'avanzata della pandemia di Covid-19, tra le misure di sostegno economico inserite nei differenti provvedimenti, era stato inserito il blocco degli sfratti riferibili a morosità - anche se antecedenti all'inizio della pandemia - e che, allo stato attuale, resterebbe ancora valido.

A oltre 14 mesi dal primo decreto Cura Italia, negli scorsi mesi, però, le pressioni arrivate dai proprietari immobiliari hanno spinto il governo e il dicastero di via Arenula (come evidenziato in un precedente articolo de IlGiornale.It), ad effettuare delle modifiche e delle strette sul blocco degli sfratti che ora sono al vaglio dei tecnici del ministero.

Nello specifico, l'idea sarebbe quella di mantenere la misura solo per i casi che rientrano nei provvedimenti emanati da ottobre 2020 a giugno 2021, congelati sino al 31 dicembre, lasciando fuori tutte le morosità pre-Covid per cui, dunque, il governo vorrebbe porre l'esclusione dal blocco.

I tecnici del ministero della Giustizia però, vorrebbero evitare che gli uffici giudiziari vengano presi d'assalto con ricorsi e, pertanto, hanno studiato una ripresa degli sfratti in tre step.

Come evidenziato in un articolo de Il Messaggero dal presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, "sono procedure che richiedono mesi, dunque i provvedimenti di rilascio emanati tra marzo e settembre del 2020 in molti casi sono connessi a morosità pre-Covid, quelle che il governo in realtà punta a escludere dal blocco. Per questo abbiamo chiesto d'intervenire al dicastero di via Arenula, che è competente in materia. Serve una proroga più mirata per impedire ai furbetti che hanno maturato morosità prima del virus di approfittare dell'estensione".

L'alternativa, secondo Spaziani Testa, sarebbe quella di "prendere come riferimento la data di avvio della procedura e non quella del provvedimento di rilascio. Così si sbloccherebbero i soli sfratti pre-pandemia".

A rafforzare questa esigenza c'è anche l'ordinanza del 24 aprile scorso del Tribunale di Trieste che ha sollevato anche la questione di legittimità costituzionale in quanto il blocco degli sfratti avrebbe riguardato morosità slegate dall'emergenza sanitaria non tenendo conto, inoltre, conto delle esigenze di proprietari con principi di illegittimità legati a sei articoli della Costituzione tra cui l'articolo 3 riguardante l'eguaglianza dei cittadini davanti la legge e l'articolo 42 che riconosce la proprietà privata.

Ora toccherà alla Consulta esprimersi sulla materia ma l'intervento del ministero potrebbe rendere non necessario il giudizio di costituzionalità.

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