La Borsa che verrà: ecco le previsioni per il 2022

Il 2022 dovrebbe essere un anno positivo per l’investimento azionario e attualmente all'orizzonte non si vedono nubi se non piccoli scrosci di pioggia non appena si avvicineranno di previsti 3 rialzi dei tassi Usa nel corso dell’anno

La Borsa che verrà: ecco le previsioni per il 2022

L’analisi tecnica si basa su comportamenti a volte irrazionali di noi umani, come quello di dover per forza fare i conti a scadenze prestabilite, prima le settimane, poi i mesi e quindi gli anni. E tutti si chiedono sui media finanziari come è stato il 2021 e come sarà il 2022. Per fortuna che proprio per questa irrazionalità ci soccorre la stagionalità dei prezzi di Borsa che ci dice che gennaio è un mese di solito positivo e quindi per il momento siamo ancora al caldo, anche se il rally di Natale poverino è nato storto e comunque non ci possiamo lagnare del 2021 che nonostante ogni previsione è stato ancora al rialzo.

Il Wall Street Journal titolava in maniera efficace che “hanno messo il tappo alla politica monetaria e fiscale espansiva”. Ormai un triplo rialzo dei tassi negli Usa nel corso del 2022 lo danno tutti per scontato come risulta dal grafico che segue:

Ma questo non significa che il Toro di borsa è finito. Io per una decina di anni, ancora al primo pelo, durante il boom degli anni ’90, piangevo ogni volta che la Fed alzava i tassi. Non avevo capito, facendomi condizionare dalla stampa finanziaria, che se i tassi salgono ma gli utili salgono più dei tassi … e chissenefrega !

La situazione attuale è simile perché con tassi di interesse reali ormai negativi ovunque nel mondo sviluppato non si capisce come un rialzo di mezzo punto o di un punto intero nel corso del 2022 da parte della Fed possa mai cambiare le carte in tavola. Capisco che il grafico del Nasdaq a guardarlo faccia venire le vertigini ma il nostro motto è sempre quello di chi non ci capisce niente e come San Tommaso deve mettere il dito nella piaga: un trend al rialzo si considera tale fino a prova contraria. E noi la prova contraria al momento non la vediamo e quindi siamo “costretti” (messo tra virgolette perché magari le sensazioni epidermiche sono diverse) a predicare il rialzo ancora ed ancora.

Teniamo conto che la BCE è molto più soft della Fed e penso che ancora per molto tempo cercheranno di non sfasciare il baraccone del debito pubblico dei paesi maiale come il nostro sperando in un ravvedimento operoso. Io tutta questa euforia su Draghi e il prossimo governo e i 51 obiettivi centrati non la vedo. Per la prima volta abbiamo avuto un governo che ha fatto quello che ha potuto e io rimango sempre della stessa opinione: per un paese come il nostro che ha deliberatamente omesso l’aggiornamento (applicazione ?) del piano contro le pandemie dell’OMS e che è stato colpito esattamente come gli altri in termini di contagi e decessi avere portato a casa 200 miliardi di euro è stato un colpo da svaligiatore. Roba da professionisti, da esperti del mestiere, da gente che lo fa con arte e con scienza insieme: siamo stati i primi ad essere colpiti dal COVID questo è vero ma a parte il triste primato poi tutto il resto è andato come gli altri paesi europei. Quindi non si capisce questa apertura di credito straordinaria nei confronti dell’Italia che rimane sempre e comunque birichina per definizione.

Come lo spenderemo questo tesoretto non lo so ma sicuramente temo che finirà per lo più in roba inutile come gli altri 2710 miliardi di debito che ci siamo sifonati nel corso degli ultimi decenni. E fanno preso i colleghi commentatori di Borsa che iniziano a dire che se non c’è Draghi allora vedrai che lo spread esplode fino a 200, altro che 200, basta uno scivolone e ci ritroviamo con le natiche per terra perché la realtà è che siamo nella banalità di un governo che sta facendo l’ovvio. E per il livello della politica italiana è già tanto.

Parlo in termini di politica economica, non sto parlando ovviamente di politica. Come i lettori sanno, io non mi occupo di politica da almeno 2 decenni e quindi a me stanno bene tutti e il contrario di tutti. Sto parlando di azioni concrete per impedire l’implosione del paese e nient’altro che di questo. Ma torniamo ai massimi sistemi. Gli indici di Borsa internazionali si trascinano in orizzontale da diverso tempo e in molti si chiedono se anche il 2022 sarà un anno positivo per le borse. Io sono convinto che non vedremo dei crolli, forse non vedremo un Torello scalcinante ma un Toro acciaccato e sicuramente non l’Orso che rimane ancora chiuso nella sua bella gabbietta.

E questo semplicemente perché non vedo il famoso segnale contrario che può essere una rottura di una trendline, un pattern ribassista competo, un Sequential (segnale di fine ciclo di Thomas Demark) su un mensile o settimanale in coincidenza con altri segnali sugli indici azionari. Anzi, sembra che la mancanza di un rally di Natale ha contribuito a sfogare gli indici azionari tanto che l’indicatore di Sentiment di Goldman Sachs, la vecchia signora dei mercati, si sta posizionando sul bullish visto che tutti gli investitori sono molto scettici sulla prosecuzione del rialzo:

È chiaro che se guardiamo il numero dei collocamenti azionari a Wall Street ti passa la voglia di pensare alle azioni perché siamo sui massimi degli ultimi 20 anni e nemmeno il 2000 ci ha regalato tanti IPO che il 2019 e non pensiamo al 2020. Il numero di collocamenti azionari indica quando la smart money vende le azioni a prezzi elevati alle mani deboli della serie i più informati capiscono che i prezzi sono alle stelle e vendono agli ignari risparmiatori (poi ricompreranno le azioni per una buccia di patata quando le delisteranno dopo pochi anni come recentemente diverse aziende in Italia hanno fatto). Statisticamente gli aumenti di capitale avvengono soprattutto nelle fasi terminali dei rialzi di Borsa quando l’euforia acceca la vista dei risparmiatori:

Ma le condizioni finanziarie non sono ancora tese e lo testimonia un’altro indicatore di Goldman Sachs sulla facilità delle condizioni finanziarie che attualmente non desta preoccupazioni

Per questo pensiamo che il 2022 sia ancora un anno positivo per l’investimento azionario e attualmente non vediamo nubi all’orizzonte se non piccoli scrosci di pioggia non appena si avvicineranno di previsti 3 rialzi dei tassi USA nel corso dell’anno.

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