Col decreto fiscale arriva la doppia sanzione per chi non mette il Pos

La lotta al contante prevede una multa da 30 euro e del 4% della transazione, per i commercianti che non fanno pagare il cliente con moneta elettronica. Ancora aperto il confronto sulla soglia dei mille euro cash

Col decreto fiscale arriva la doppia sanzione per chi non mette il Pos

Oltre 50 articoli per combattere le frodi e l'evasione fiscale. Ieri il Consiglio dei ministri ha esaminato il decreto fiscale collegato alla Manovra 2020, decidendo per un sì "salvo intese". In ogni caso, per il via libera definitivo bisognerà aspettare il ritorno del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che rientrerà domenica sera dal viaggio negli Stati Uniti.

Tra le novità contenute nel decreto, che dichiara guerra ai contanti, in favore dei pagamenti con carte e bancomat, c'è anche la doppia sanzione legata al Pos. Come specifica il Sole24ore, infatti, i commercianti che non si doteranno del terminale o non accetteranno i pagamenti, dovranno pagare una penalità fissa di 30 euro e una che corrisponde al 4% del valore della transazione che è stata negata.

Il cliente che si vedrà rifiutare la possibilità di pagare con moneta elettronica, potrà denunciare il fatto alla prefettura, che invierà gli agenti di polizia giudiziaria a svolgere accertamenti e, in caso, a multare l'esercente che ha negato la possibilità di usare metodi di pagamento tracciabili.

Nella logica della lotta al contante è da interpretare anche la norma che vede diminuita la soglia per l'uso dei soldi contanti a mille euro, rispetto ai 3mila attuali. Sarebbe stato questo il punto più dibattuto ieri, tra Italia Viva che si dichiara contratia e chiede almeno un ritorno graduale alla soglia dei mille euro e i 5 Stelle che rimanderebbero volentieri il cambiamento del tetto dei contanti.

All'interno del decreto, hanno fatto la loro comparsa anche le strette sui crediti Irpef, Ires e Irap: se superiori ai 5mila euro, infatti, dovranno attendere la dichiarazione dei redditti dell'anno in cui maturano. Stessa cosa anche per i sostituti di imposta. Ma la novità più grande riguarda l'introduzione di una sanzione di mille euro, per gli F24 con crediti sospetti.

Infine, il decreto impone anche la digital-tax, operativa dal primo gennaio 2020, che dovrà essere pagata entro il marzo dell'anno successivo, con l'obbligo di dichiarazione entro il 30 giugno.

Commenti