Combattere la crisi? Parola d'ordine: start-up

Si è chiuso ieri Bloom, l'evento lanciato da U-Start per facilitare l'incontro fra imprese e investitori in Europa e all'estero. Una tre giorni ricca di seminari, networking e presentazioni per chi crede nel fare impresa pur in questo momento di crisi

Sguardi svegli, aperti, di chi ha voglia di fare, di intraprendere.

Sono quelli che abbiamo incontrato a Bloom, la tre giorni di conferenze dedicata al mondo delle start-up italiane e internazionali e al mondo dell'investimento che si è chiusa ieri alla Fabbrica del Vapore di Milano. Organizzata da U-Start, piattaforma internazionale la cui mission è proprio quella di facilitare l’incontro tra imprese innovative e investitori in Europa e in alcuni mercati emergenti particolarmente strategici (Brasile, Russia, Sudafrica), Bloom si chiude oggi dopo due giorni intensi di seminari, presentazioni, networking e incontri con imprenditori di successo da Europa, Brasile, Sud Africa e Russia che hanno presentato il proprio modello di business e hanno potuto incontrare investitori provenienti da tutta Europa.

Dare vita a una nuova impresa in un periodo in cui la crisi sembra fagocitare imprese solide e avviate, può sembrare utopico, un'impresa appunto. Ma sotto la negatività e le oggettive difficoltà di questa crisi, c'è un humus fertilissimo di giovani pieni di idee che hanno solo bisogno di qualche facilitazione per realizzare un sogno, un'impresa. Questo è quello che fa U-Start. “La crisi economica c'è, non si può negare- ammette Andrea Colombo, business developer di U-Start- ma c'è anche una generazione che ha voglia di rimboccarsi le maniche e intraprendere, progettare, creare. Ecco, U-Star nasce proprio come punto di incontro tra impresa e capitali, tra giovani imprese e investitori. Nata nel 2012, U-start ha oggi un team di 11 persone tra Italia, Sud Africa, Brasile e Russia che, oltre a facilitare l’incontro tra impresa e capitali e ad aiutare le imprese con attività di business development, fa anche attività di consulenza per gli investitori che vogliono investire nei mercati in cui siamo presenti.”

Come nasce Bloom?
“Bloom nasce dalla volontà di far incontrare anche fisicamente le aziende e gli investitori italiani ed europei. In questi tre giorni le migliori start-up internazionali provenienti dal network di U-Star hanno incontrato, dialogato con acceleratori d’impresa investitori est-europei, latino americani e africani. Questo è il primo anno di Bloom e siamo molto soddisfatti del risultato: è stata una tre giorni molto intensa, ricca di presentazioni, incontri, seminari, approfondimenti che, siamo sicuri, darà senz'altro i suoi frutti.”

Oltre che come punto di incontro tra impresa e capitali, U-Start offre anche servizi di affiancamento alle startup. Può dirci qualcosa rispetto a questa attività?
Il nostro obiettivo è in effetti quello di aiutare e supportare la startup, oltre che mettendole in contatto con investitori, anche con una consulenza che permetta poi all'azienda di vivere e svilupparsi in autonomia. Per fare questo ci avvaliamo di professionisti in grado di dare un punto di vista pratico e dinamico. Tra questi senz'altro Crispy, giovane company app che si pone l'obiettivo di sviluppare progetti di innovazione. In particolare, Crispy vuole portare il modello di startup all'interno di aziende tradizionali. Esattamente come a metà degli anni 2000 ha fatto una solida e tradizionale azienda artigiana italiana: quando ancora l'ecommerce non era così diffuso, questa azienda ha iniziato a portare il suo messaggio su internet e oggi il 30% del proprio fatturato è realizzato con l'ecommerce. E' esattamente questo il modello che Crispy promuove. Francesca Michetti, giovane amministratore delegato di Crispy, crede fortemente che l'unico modo per far comunicare imprese e investitori sia un modello flessibile e un punto di vista a 360 gradi con l'apporto di approcci diversi (tecnico, aziendale, filosofico). Da qui il nome stesso: crispy, croccante, come lo è l'incontro con professionisti, imprenditori, consulenti che arrichisce il progetto con punti di vista esterni.

Può indicarci qualche start-up che lei ritiene particolarmente promettente?
Non può che venirmi in mente Qurami (http://www.qurami.com/en/index.html ), la prima piattaforma italiana di time saving fondata nel 2011 da Manolo Abrignani. Qurami è attualmente una applicazione gratuita, scaricabile su tutti i device mobile (Apple, Android, Windows, Blackberry, Symbian) che permette di saltare le code agli sportelli. Una volta scaricata la app, si è virtualmente in fila (sul proprio schermo vedremo il numero corrispondente alla nostra utenza) e potremo quindi svolgere tutte le attività che si farebbero dopo minuti, ore di fila. Pensate che risparmio di tempo e quanto stress in meno! Sono già molti gli uffici pubblici convenzionati, come la Provincia e il Comune di Roma, il Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Milano ed è in corso la trattativa con il Comune di Milano. Oltre agli uffici pubblici, Qurami è poi in trattativa anche con numerosi sedi museali come gli Uffizi e i Musei Vaticani. Il vero punto di forza di Qurami è proprio il fatto di offrire alle aziende un servizio così smart a costi bassissimi con l'obiettivo di offrire poi servizi aggiuntivi come il geo time advertising e dati molto sensibili quali il flusso di utenza. Se oggi Qurami permette di saltare le code, ed è la prima azienda che permette di farlo in maniera così efficace e funzionale, ha l'ambizione di voler diventare la prima piattaforma di time saving in Italia. E siamo sicuri ce la farà. Insomma, come tutte le start-up selezionate da U-Start è giovane, ambiziosa e molto promettente. Siamo molto felici di come sono andati questi tre giorni di incontri e crediamo fortemente che l'Italia per ripartire debba investire su questo mondo: l'entusiasmo che si respirava a Bloom lascia ben sperare per il futuro del nostro Paese.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.