Creval, si aspetta il rilancio ma per i piccoli è rischiatutto

Gli analisti: "La banca transalpina sarà comunque il primo socio. E senza Opa il titolo può crollare"

Creval, si aspetta il rilancio ma per i piccoli è rischiatutto

Piazza Affari scommette su un rialzo dell'Opa di Credit Agricole (della controllata italiana) su Creval ad almeno 12 euro rispetto ai 10,5 euro finora messi sul piatto. Lo scrivono gli analisti e lo dice la Borsa. Mentre continuano i movimenti nell'azionariato della banca valtellinese con il riposizionamento dei fondi in vista di una battaglia il cui esito non è scontato: Samson Rock risulta al 5,05%, mentre Dws è scesa al 4,86% dal 6,48%.

Il rischio, tuttavia, per chi volesse speculare su un possibile rilancio, è quello di rimanere con il cerino in mano in una banca con un azionista di maggioranza relativa di peso (la banque verte è al 17,7% del capitale, comprendendo la quota di Algebris, e può salire fino al 20%) che, di fatto, limita eventuali altre operazioni. Non a caso gli analisti di Equita (advisor di Agricole) scrivono che «con un prezzo di mercato che potrebbe convergere verso il prezzo di offerta, una liquidità estremamente compressa e un azionariato per lo più composto da investitori con fini speculativi, vediamo un forte rischio di perdite per gli azionisti che decidessero di non vendere le azioni sul mercato».

Dall'annuncio della proposta di nozze, a fine novembre, Creval non è mai sceso sotto gli 11 euro rispetto ai 10,5 euro dell'offerta. Da un mese, inoltre, si mantiene stabile sui 12 euro, identificato dal mercato come il prezzo minimo a cui aderire (ieri Creval ha chiuso la seduta a 12,38 euro in rialzo dell'1,3%) e che costerebbero a Cai 85 milioni in più rispetto ai 737 finora messi sul piatto. Una cifra quest'ultima che è solo di poco superiore ai 700 milioni che, tre anni, fa i 150mila soci del Creval furono chiamati a sborsare per risanare la banca. Proprio ieri Bankitalia, al termine del processo di Srep 2000, ha confermato come requisiti patrimoniali minimi un Cet1 superiore all'8,55% (a fine dicembre il Cet1 fully loaded della banca si attestava al 19,6%).

Il mercato punta al rilancio, ma non è in dubbio la bontà dell'operazione, ritenuta dallo stesso cda del Creval, una proposta a valenza strategica. Lo stesso Luigi Lovaglio, ad del gruppo, nel corso della presentazione alla stampa, ha più volte speso parole di apprezzamento nei confronti dell'Agricole come partner commerciale e azionista.

«Ci aspettiamo un rialzo ad almeno 12 euro, considerando una valutazione speculativa del titolo in caso di M&A compresa tra gli 11,5 e i 14 euro e una valutazione su base stand alone di 10,7 euro» scrive Kepler. «Non possiamo escludere che Cai ritocchi al rialzo il prezzo pur di portare a termine l'operazione e l'integrazione con Creval che, a nostro giudizio, avrebbe senso strategico» rimarca Intesa, che fissa una valutazione adeguata del Creval a 12 euro per azione, pari a 0,46 il valore di libro o a 12,3 volte gli utili 2022. «Nel migliore dei casi Cai potrebbe aumentare l'offerta fino a 14 euro per azione prima che l'operazione possa penalizzare i suoi numeri» sostiene Bestinver che tuttavia, mette anche bene in chiaro che i francesi potrebbero rimanere arroccati sulle proprie posizioni perché «una valutazione più elevata potrebbe trasformare l'affare in un boccone non digeribile».

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