Un cuore italiano per le auto «verdi»

I piani di espansione di Euro Group. Tra i clienti anche Porsche e Fca

Roberta Pasero

Sei minuti. Massimo dieci. E «nasce» una Taycan: la new one elettrica di Porsche, il lato green del marchio super sportivo tedesco. È il tempo per produrre statore e rotore, le due componenti che sono il cuore del motore elettrico. Un cuore made in Italy, perché a fabbricarli è un'azienda alle porte di Milano. Si chiama Euro Group Laminations ed è la holding leader mondiale nella produzione di statori e rotori per motori elettrici e generatori; dunque, non soltanto per il settore automotive, ma anche per elettrodomestici, domotica, trazioni per treni, turbine eoliche, ascensori, gruppi elettrogeni, ventilazione e molto altro.

Una storia di famiglia, tre cugini e sei operai, che inizia nel 1967 a Baranzate e che oggi si è trasformata in un gruppo da 400 milioni di fatturato, con 2mila dipendenti, 7 impianti in Italia, 5 in Messico, Tunisia, America e Cina, e 12 società controllate qui e all'estero.

«Fabbrichiamo componenti per quelle che in termini scientifici sono definite macchine elettriche rotanti, che possono essere o motori elettrici o generatori, e che convertono energia in movimento e movimento in energia», spiega Marco Arduini, ad di Euro Group Laminations.

«Già dal 1992 siamo fornitori del mondo automotive che oggi rappresenta il 30% del nostro volume di affari, ma che in pochi anni raddoppierà: in un'auto ci possono essere fino a 150 motori che governano sedili, alzacristalli, deflettori, tergicristalli, Abs, tettuccio elettrico, servosterzo, climatizzazione e molte altre componenti. Poi, la conversione in corso verso le trazioni elettrificate, ci ha convinto a espanderci su questo settore».

Volkswagen, Fca, Nissan, Ford, Gm e Geely sono alcuni marchi per i quali - totalmente o parzialmente, per auto ibride o full electric - Euro Group realizza rotori e statori su loro disegno. Oltre all'ultima arrivata, Porsche Taycan, che ha dato una scossa elettrica all'azienda. Pezzi di acciaio a uso elettrico ricavati con un gioco di stampi, sagome e presse da tanti lamierini magnetici sovrapposti e, poi, impaccati con altissima precisione. «Stiamo realizzando un dipartimento esclusivamente dedicato al settore automotive, ampliando la sede storica di Baranzate», dice Arduini. «Questo per soddisfare ordini che nel 2019 ci hanno consentito già di produrre 400mila pezzi, ma che entro cinque anni ci permetteranno di fabbricare annualmente 1 milione e 500mila pezzi». Vale a dire che sulle strade del mondo ci saranno, ogni anno, 1,5 milioni di auto elettriche dal cuore italiano.

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