Ecco le dieci insidie del saldo Imu e Tasi

Mercoledì scadrà il versamento della seconda rata del 2015. Sono previsti oltre 100 milioni di pagamenti

Ecco le dieci insidie del saldo Imu e Tasi

Mercoledì scadrà il termine per effettuare il pagamento della seconda rata di Imu e Tasi per il 2015. Come riporta Il Sole 24 ore, "in attesa della cancellazione della Tasi sull'abitazione principale, sui terreni degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti, che scatterà dal prossimo anno con la legge di stabilità, anche l'appuntamento di questa settimana si presenta zeppo di insidie". Ecco dieci trucchi per evitarle.

1. L'abitazione principale

Per ogni contribuente, solo una casa può essere definita "principale". Come riporta Il Sole 24 ore: "Anche nel caso di due coniugi residenti in due immobili dello stesso Comune, o in immobili contigui ma separati dal Catasto".

2. Le detrazioni dimenticate

Ogni Comune può decidere le detrazioni: "Fisse (come per l'Imu) o variabili", come scrive Il Sole 24 ore. Tuttavia, a volte i contribuenti se ne dimenticano oppure le applicano male. In questi casi "la correzione è possibile con sanzioni e interessi di mora".

3. Pertinenze dimenticate

Da non trascurare un fatto, come sottolinea Il Sole 24 ore: "Una sola pertinenza di categoria C/2 (cantine, soffitte, magazzini), C/6 (box auto) e C/7 (tettoie) può essere 'abbinata' a un immobile, fino a un massimo di tre pertinenze, anche se il box o la cantina è accatastato insieme all'abitazione".

4. I versamenti minimi

Non è necessario pagare Tasi e Imu se il loro importo è inferiore ai 12 euro "ma il calcolo va fatto sull'intero anno e sul contribuente, non sui singoli beni".

5. La caccia alle aliquote

Come spiega il Sole 24 ore, "l'unico sito con valore legale per le delibere con le aliquote Imu-Tasi è quello delle Finanze. Nel saldo c'è chi replica l'importo in acconto, dimenticandosi di nuove delibere. Attenti alle case concesse in prestito o affittate a canone concordato, per le quali nel 2015 spesso sono state introdotte agevolazioni".

6. La Tasi negli affitti

Nel caso in cui il Comune non ha azzerato la Tasi, la quota compresa tra il 10 e il 30% del tributo deve essere pagata da chi occupa l'immobile.

7. Il codice tributo

Spiega Il Sole 24 ore: "Se dopo aver eseguito il versamento Imu o Tasi il contribuente si accorge di avere usato codici tributo sbagliati o di aver distribuito in modo errato l'imposta per i diversi immobili, ma il totale versato corrisponde a quanto dovuto, potrà correggere l'errore con una comunicazione all'ufficio comunale".

8. Il codice del Comune

Se uno sbaglia a indicare il codice del Comune - e a sbagliare è il contribuente - "dovrà correggere la violazione con un'istanza di rettifica. Se l'errore è dell'intermediario (banca o posta) bisogna rivolgersi a quest'ultimo".

9. L'errore di calcolo

Spiega Il Sole 24 ore: "L'errore nel calcolo del tributo che determina un versamento inferiore a quello dovuto va sanato pagando l'Imu o la Tasi ancora a debito ma anche le sanzioni e gli interessi moratori che maturano giorno per giorno. Anche chi a giugno ha pagato un acconto errato deve fare il ravvedimento".

10. Gli errori formali

Nel modello F24 potrebbero esserci alcuni errori formali (che, comunque, non incidono sul pagamento del tributo). In questi casi basta comunicare gli errori al Comune.