Ecco quanto costa davvero il conto corrente

Diverse sono le voci di spesa che gravano sul conto corrente. Discorso diverso per quelli online dove le spese sono decisamente ridotte

Ecco quanto costa davvero il conto corrente

Tasse , tasse, tasse. La vita di ognuno di noi è scandita non solo dal tempo che passa ma anche da tributi da pagare che alleggeriscono il portafoglio. Tra imposta di bollo, spese di apertura, canone annuale e tassi in negativo anche il conto corrente non è risparmiato da spese. Come spiega Facile.it, il sito per il confronto di offerte conti correnti, la prima causa dell’aumento dei costi dei conti correnti a livello europeo è il fenomeno dei tassi negativi. In pratica si paga per avere i soldi e non per prenderli. Bruxelles vuole favorire i prestiti e la circolazione del denaro, soprattutto in questa fase segnata dalla crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria. Una politica che, però, va a discapito delle spese gravanti sulle banche e, di riflesso, sui correntisti. In Germania, ad esempio, è stata introdotta la tassa sui conti correnti al fine di compensare il peso dei tassi negativi e il costo dei depositi elevati, con giacenza superiore a 10.000 €, per le banche.

In Italia la situazione è relativamente simile. Perché è vero che non c’è una tassa sui conti correnti ma esiste l’imposta di bollo. Cambia il nome ma sostanzialmente stiamo parlando sempre di un costo. Nel prossimo futuro non si esclude l’ipotesi di chiudere i conti con giacenza elevata o di introdurre ulteriori oneri economici a carico dei clienti.

Da una indagine di Bankitalia è emerso che nel biennio 2019-2020 l’aumento dei costi dei conti correnti è stato pari a 88,5€. Ad incidere sull’incremento delle spese figurano voci come il canone annuale, le commissioni di prelievo e il costo di emissione di assegni. Senza dimenticare il peso dell’imposta di bollo, applicata al conto corrente e al conto deposito che ammonta a 34,20 € l’anno per le persone fisiche e a 100 € l’anno per le persone giuridiche. Tale imposta, è bene sottolinearlo, non grava su tutti. Sono, infatti, esenti dal pagamento i correntisti con giacenze non superiori a 5.000 €, i soggetti con Isee inferiore a 7.500 € l’anno e i titolari di conti caratterizzati da operatività limitata.

Eppure ci sono diversi modi per evitare di pagare l’imposta. Innanzitutto il più ovvio è quello di mantenere la giacenza sotto i 5.000 €. Sempre Facile.it fornisce ulteriori soluzioni che danno sollievo al portafoglio. Per ridurre i costi bisogna virare su un conto corrente online dove le spese sono ridotte rispetto ai conti tradizionali. Questo perché la gestione via filiale richiede più lavoro. E più lavoro significa maggiori spese. Eppure c’è chi garantisce un conto on line non escludendo il ricorso alle filiali. Un esempio è fornito da Mediolanum e Intesa Sanpaolo che hanno lanciato conti correnti online a zero spese ma continuano ad assistere i clienti presso migliaia di sportelli. Attenzione però. Perché in filiale le operazioni sono a pagamento anche per chi apre il conto online. Le operazioni via Internet Banking e Mobile Banking sono invece gratuite. Una strada che permette ai correntisti di risparmiare. E si sa che ogni euro che resta in tasca è un euro guadagnato.

Commenti

Grazie per il tuo commento