Enel anticipa il carbon free di 10 anni

Stop alle emissioni già nel 2040. Investimenti per 170 miliardi e focus sul fintech

Enel anticipa il carbon free di 10 anni

Enel dà la scossa ai piani di decarbonizzazione anticipando di dieci anni, al 2040, l'obiettivo Net zero, ovvero una produzione di energia totalmente carbon free. Ma non solo. L'ad Francesco Starace, che ha definito il piano «un punto di svolta», si prepara anche a estrarre valore dalla controllata Enel X con una doppia operazione: lo spin-off del business elettrico (sistemi di ricarica per la mobilità), con eventuale quotazione; e il rafforzamento nel mercato fintech con la possibilità di entrare in Mooney, l'ex-Sisal Pay società di pagamenti controllata dal fondo internazionale Cvc e nata da uno scorporo di Sisal e Intesa Sanpaolo.

Le novità saranno supportate da un maxi piano di investimenti da 170 miliardi (con altri 40 miliardi stimolati da soggetti terzi) nell'ambito del piano di sviluppo 2022-2024 presentato ieri a Milano.

«Il nostro business plan ci permette di avanzare dal precedente decennio della scoperta dell'energia rinnovabile all'attuale decennio dell'elettrificazione», ha commentato Starace annunciando che il gruppo «continuerà a crescere nelle rinnovabili, valorizzando quello che è già oggi il più grande portafoglio privato di asset rinnovabili al mondo. Il business di Infrastrutture e Reti e la nuova business line Global Customers ha aggiunto ci consentiranno di cogliere le incredibili opportunità offerte dall'elettrificazione».

Il gruppo prevede di abbandonare la generazione a carbone entro il 2027 e quella a gas entro il 2040. Per fare questo, punta a triplicare il portafoglio verde a 154 GW.

Un'importante svolta sembra arrivare sul fronte digitale e in particolare da Enel X. L'ad ha infatti annunciato la valorizzazione del business elettrico (sulla scia di operazione analoghe portate avanti da altri competitor come Eni con la divisione Plenitude, ndr).

«Scorporeremo ha detto l'ad - le attività legate alla mobilità elettrica di Enel X che diventeranno un'azienda a sé stante in vista di una possibile quotazione, con l'ingresso di nuovi soci, ma Enel manterrà comunque la quota di maggioranza». Sul fronte fintech, in merito alle attività nel campo dei pagamenti e alle indiscrezioni circa un interesse di Enel per Mooney, il cfo Alberto De Paoli ha spiegato che «se ci sono più opportunità e se ci sono altri soggetti o potenziali partner che appoggiano la parte industriale sul fintech possiamo dire che due è meglio di uno».

«Riteniamo che gestire i pagamenti direttamente, dalle bollette alla mobilità elettrica, possa aumentare il valore», ha aggiunto l'ad Starace.

Tornando sui numeri, i 160 miliardi di investimenti (45 miliardi dei quali nel triennio 2022-2024) saranno puntati principalmente sui Paesi più importanti per il gruppo: Italia, Spagna, Romania, Stati Uniti d'America, Brasile, Cile, Colombia, Perù; circa la metà, 70 miliardi, saranno dedicati alle rinnovabili. Degli investimenti, circa 18 miliardi si prevede siano destinati al business di Infrastrutture e Reti (+12%), «come risultato di maggiori investimenti in Europa, che è previsto facciano leva anche sulle opportunità create dai Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (Pnrr) lanciati nella Ue».

Nel 2024 Enel prevede che l'ebitda ordinario di gruppo raggiunga i 21,0-21,6 miliardi. L'utile netto salirà a 6,7-6,9 miliardi nel 2024, rispetto ai 5,4-5,6 miliardi del 2021.

La politica dei dividendi prevede che «gli azionisti ricevano un dividendo per azione fisso che crescerà del 13% nel periodo 2021-2024, fino a raggiungere 0,43 euro ad azione». Positiva la reazione degli investitori: +2% a 7,04 euro il titolo Enel in Borsa.

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