Essilux, allarme sui ricavi Débâcle in Borsa (-6,4%)

Il big degli occchiali ritira gli obiettivi 2020, giù le vendite. E basta acquisto di azioni proprie

EssilorLuxottica è costretta a fare i conti con la realtà della pandemia. Il gruppo nato nel 2017 dalle nozze tra Essilor e Luxottica ha lanciato ieri un «allarme» sui target 2020 e ha dichiarato che «allo stato non ha visibilità sufficiente per fornire una valutazione della portata complessiva» della pandemia. Prima del colosso italofrancese, a metà marzo, a rivedere i piani era stata Tod's. E, in un mondo blindato in casa, con le maison che riconvertono i propri stabilimenti per produrre mascherine e gel, è probabile che altre società del fashion seguano su questa strada.

Il 6 marzo, due giorni prima che fossero adottate misure precauzionali sul territorio italiano e dieci giorni prima dello scoppio del Covid19 in Francia, Essilux aveva indicato come obiettivo per fine anno una crescita delle vendite, a cambi costanti, del 3-5 per cento. Tre settimane dopo il big dell'occhialeria si vede costretto ad annunciare di non ritenere più valida una simile indicazione. Dopo un inizio anno promettente, «a marzo si è registrato un rallentamento quando l'impatto del virus sul business si è spostato in intere aree in Europa e in Nord America», si legge in una nota, che poi aggiunge: «Nel secondo trimestre la società prevede che i ricavi diminuiranno ulteriormente con un impatto significato sulla redditività». Nel dettaglio, Equita ipotizza un rallentamento delle vendite di dieci punti percentuali sul 2020 che potrebbe tradursi in una revisione degli utili del 2% seppure in parte recuperabile già nel 2021. In queste ultime settimane EssiLux ha «temporaneamente» chiuso tutte le attività produttive in Francia, sospeso le attività in Italia e in non meglio specificate località minori e abbassato le serrande dei negozi in Europa e Nord America. In questa situazione, il gruppo presieduto da Leonardo Del Vecchio «sta implementando un piano di emergenza che include misure di controllo dei costi e della cassa, sospendendo gli investimenti non cruciali e ridimensionando la capacità globale».

Sempre ieri la società ha poi annunciato la sospensione piano di riacquisto di azioni proprie annunciato lo scorso 17 marzo (ad oggi sono stati acquistati 1,55 milioni di titoli, all'incirca la metà di quanto inizialmente previsto, a un prezzo medio di 102,54 euro). Nessuna decisione invece è stata presa per quanto riguarda il dividendo (2,23 euro per azione). Sul listino di Parigi il titolo ha chiuso ieri la seduta a 102,55 euro in calo del 6,4 per cento

Rimane incandescente infine il fronte della governance dove, da mesi, si sta consumando un braccio di ferro tra lo stesso Del Vecchio (al 32,3% del capitale) e i dipendenti Essilor (al 4,4%), soci con poteri gestionali «alla pari» fino all'ok al bilancio del 2021. I membri italiani del cda avrebbero chiesto le dimissioni dei vertici di provenienza Essilor dopo la frode finanziaria emersa in un impianto thailandese di Essilor.

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