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I DATI DELL'ISTAT

Famiglie più ricche, sale il potere d'acquisto. Inflazione in crescita ma sotto la media Ue

Redditi su del 2%. Capacità di risparmio ai massimi dal 2009

Famiglie più ricche, sale il potere d'acquisto. Inflazione in crescita ma sotto la media Ue

L'economia reale italiana lancia segnali di solida tenuta, smentendo i profeti di sventura e confermando la bontà delle politiche di riduzione della pressione fiscale e di sostegno al reddito. Anche se l'inflazione ha segnato un leggero incremento. I dati preliminari diffusi dall'Istat fotografano un Paese che, nonostante le turbolenze internazionali, vede le proprie famiglie tornare a respirare: nel terzo trimestre del 2025, infatti, il potere d'acquisto è cresciuto dell'1,8% rispetto ai tre mesi precedenti, trainato da un incremento del reddito disponibile del 2%. Un dinamismo che si riflette nella propensione al risparmio, schizzata all'11,4% con un balzo di 1,5 punti percentuali. Si tratta di un livello record che, escludendo l'anomalia del periodo pandemico, non si registrava dal lontano 2009 a dimostrazione di una ritrovata fiducia nella stabilità finanziaria domestica. Solo dopo aver messo in sicurezza questo tesoro privato, si può guardare al dato dell'inflazione che, a dicembre, ha fatto segnare un lieve rialzo all'1,2% su base annua, mantenendosi comunque su livelli decisamente inferiori rispetto alla media dell'area euro, attestata al 2 per cento.

Questo recupero della capacità di spesa non è frutto del caso, ma è strettamente connesso alla discesa del carico fiscale. La pressione tributaria nel terzo trimestre è scesa infatti al 40%, con un calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sebbene la spesa per i consumi resti ancora improntata alla prudenza, con un timido +0,3%, gli analisti leggono in questo accumulo di risparmio una riserva strategica pronta a trasformarsi in domanda interna. La ripresa dei consumi è un fondamentale per rendere possibile una crescita del Pil prossima all'1%, avverte Confcommercio. La bassa inflazione, pur favorendo importanti recuperi del potere d'acquisto, finora non ha fatto decollare gli acquisti.

Sul fronte dei prezzi, l'accelerazione di dicembre allo 0,2% su base mensile è dovuta alla crescita dei costi dei trasporti e degli alimentari. La media dell'inflazione per l'intero 2025 è stata dell'1,5% (1% nell'anno precedente). Per Federdistribuzione si tratta di una sostanziale stabilizzazione. Analisi condivisa da Confcommercio, che ritiene il dato in linea con gli andamenti storici. Nonostante i rincari segnalati dalle associazioni dei consumatori, soprattutto sui voli nazionali, il quadro generale resta sotto controllo. L'Italia si presenta alle soglie del 2026 con i fondamentali delle famiglie solidi, un'inflazione domata e una pressione fiscale in ritirata, elementi cardine per sostenere lo sviluppo dell'economia nel medio periodo.

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