Perché questa arma del Fisco può mettere a rischio chiunque

Per stanare gli evasori fiscali e tutti quelli che provano ad aggirare i controlli del Fisco, scende in campo la tecnologia artificiale: attenzione, però, a come va usata

Perché questa arma del Fisco può mettere a rischio chiunque

La nuova frontiera per scoprire gli evasori fiscali ed ottimizzare e gestire i controlli del Fisco sarà affidata all'intelligenza artificiale che, tramite algoritmi, riuscirà a stanare chi prova ad aggirare la legge sfruttando tutte le informazioni che sono presenti nei sistemi informatici.

La tecnologia in aiuto del Fisco

È questa la linea del governo e dell'Agenzia delle Entrate che sta assumendo ben 4mila persone altamente specializzate in categorie informatiche ed implementare, così, il proprio organico per andare nella direzione dell'intelligenza artificiale. L’utilizzo della tecnologia dovrà essere sempre ben tarato e bilanciato per evitare malfunzionamenti che, in questi casi, avrebbero effetti su larga scala. Il rovescio della mediaglia sarà rappresentato da eventuali errori o anomalie che andrebbero a colpire indistintamente un numero altissimo di contribuenti. Uno degli obiettivi del Pnrr è l'utilizzo, appunto, dell'intelligenza artificiale: dall'Europa arrivano già spinte e finanziamenti che vanno nella direzione tecnologica per sfruttare al massimo tutte le potenzialità informatiche per effettuare controlli su larga scala.

Come combattere l'evasione 2.0

Il progetto è molto ambizioso perché si vorrebbero colpire tutti i contribuenti che evadono le tasse e predisporre eventuali controlli utilizzando la macchina informatica e cominciare a predisporre le giuste sanzioni. I controlli sarebbero effettuati con informazioni presenti su più banche dati ed incrociarli per sapere quanto dichiariato o qual è il fatturato con lo stile di vita o il ruolo ricoperto in società. Il primo approccio informatico sarebbe seguito da una fase "manuale" in cui è determinante l'occhio umano per evitare sanzioni errate per colpa di una tecnologia troppo automatizzata (è capitato tante volte).

Cosa succede se il Fisco "sbaglia"

Trattandosi di informatica, per quanto possa essere una mano d'aiuto determinante per scoprire gli evasori, dall'altro lato può provocare errori che andrebbero a colpire cittadini che non hanno mai rubato nemmeno una caramella. È per questo che deve esserci una tutela del contribuente: a garanzia degli atti emanati dall'Agenzia c'è la motivazione che dovrà indicare l’iter logico seguito per giungere alla contestazione effettuata. Utilizzando i sistemi informatizzati, la valutazione della motivazione e, di conseguenza, del provvedimento adottato dovranno necessariamente passare attraverso l’analisi dell’algoritmo utilizzato. È per questo motivo che si è già pronunciato il Consiglio di Stato affermando che l'algoritmo utilizzato deve essere conoscibile e tradotto in modo tale che possa risultare comprensibile non solo per il cittadino ma anche per il giudice.

Come si vede, la tecnologia potrà si semplificare la vita del Fisco ma dovrà anche tenere conto che l'intelligenza artificiale non potrà mai sostituirsi a quella umana. Per non sbagliare e non creare un boomerang di proteste, si dovrà saper utilizzare nelle giuste modalità.

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