Arriva un nuovo algoritmo del Fisco

Se, però, da un lato la tecnologia viene in soccorso dell’uomo dando una spinta importante ai procedimenti fiscali, dall’altro c’è il pericolo che vengano meno la sicurezza e i diritti di base dei cittadini

Arriva un nuovo algoritmo del Fisco

Fisco e intelligenza artificiale. È questo il binomio vincente che, nelle intenzioni della commissione dell’Unione europea, dovrà rivoluzionare l’attività dell’erario nelle diverse nazioni del Vecchio Continente. Un algoritmo interverrà a regolare la giustizia tributaria e le norme antievasione. Il via libera, come riporta il Sole 24 Ore, giunge da piano Next Generation Eu, che agli investimenti digitali dedica un quinto del suo budget. La tecnologia avrà sempre più spazio, anche nelle minime operazioni giornaliere, seppure su questo tema si continua a discutere, poiché l’utilizzo massivo dell’intelligenza artificiale potrebbe creare problemi etici e giuridici (arriveremo al punto che la macchina, creata dall’uomo, decide al posto di quest’ultimo?).

In Italia, il progetto tecnologico più innovativo è quello della digitalizzazione dei processi rilevanti ai fini Iva. Ciò significa sfruttare il flusso di dati per “potenziare le proprie attività di analisi del rischio e controllo”, ma anche per offrire servizi che semplifichino gli adempimenti. Il flusso è quello che proviene dalla fatturazione elettronica e dai corrispettivi telematici. Il governo ha l’obiettivo di ottenere il visto dell’Unione europea per prolungare di tre anni l'obbligo di inviare telematicamente al Fisco le fatture tra privati, sia B2B che B2C: spostando a fine 2024 la scadenza del 31 dicembre 2021. L’idea è di aggiungere anche coloro che sono inquadrate nel regime dei minimi: 1,5 milioni di autonomi, professionisti e ditte individuali per i quali l'e-fattura è oggi facoltativa, tranne che nei rapporti con la Pubblica amministrazione.

Il patrimonio informatico italiano relativo al Fisco è enorme: 2 miliardi di fatture elettroniche, 42 milioni di dichiarazioni, 197 milioni di versamenti F24, oltre ai dati esterni, come i 400 milioni di rapporti finanziari attivi, i 991 milioni di dati per la precompilata relativi a spese mediche, contributi e assicurazioni. Un progetto delle Entrate, finanziato dalla Ue, prevede anche una network science e un'analisi visuale delle informazioni, per far emergere le relazioni non immediatamente evidenti tra le imprese e recuperare le evasioni. Se, però, da un lato la tecnologia viene in soccorso dell’uomo dando una spinta importante ai procedimenti fiscali, dall’altro c’è il pericolo che vengano meno la sicurezza e i diritti di base dei cittadini. Su questo punto importante bisogna ancora lavorare per dare certezze e tranquillità agli utenti.

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