Fisco, commercialisti: "Su scontrino elettronico nodi irrisolti"

I commercialisti sulle barricate come i loro clienti negozianti: “Il governo semplifica tutto. Parla di contabilità automatica, ma noi restiamo fondamentali”

La voce è poca. L’hanno persa nel tentativo di frenare le ingiustizie del potere pubblico. Il fiato è corto. Il passo è lento, come quello di chi arranca. E le centinaia di migliaia di partite iva sul territorio italiano sembrano ormai sull’orlo del collasso. Prendono le loro difese i commercialisti che con il fisco devono confrontarsi ogni giorno. Anche quando non vorrebbero. Esprimono sfiducia sulle norme appena approvate dal governo in materia fiscale.

“Quella relativa al cosiddetto scontrino fiscale elettronico è un’operazione su vasta scala che coinvolge anche i soggetti di più modeste dimensioni, come i minimi e i forfetari, ma che ancora oggi stenta a decollare essendo ancora in molti gli operatori che hanno avuto difficoltà nell’implementazione dei nuovi registratori di cassa telematici o degli altri strumenti necessari per il nuovo adempimento", fanno sapere in una nota i consiglieri nazionali dei commercialisti delegati alla fiscalità, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal. Si evidenziano difficoltà oggettive, tant’è che è stato lo stesso legislatore a prevedere, nei primi sei mesi di vigenza dell’obbligo, la cosiddetta moratoria sulle sanzioni.

Gelosa e Postal sottolineano come il ricorso alla professionalità dei commercialisti è imprescindibile. Secondo il consiglio nazionale della categoria, infatti, l’obbligo scattato dal primo gennaio di inviare all’agenzia delle entrate i dati relativi agli scontrini elettronici è lungi dall’essere un elemento di semplificazione.

Le cose si ingarbugliano. Chi apre un negozio ogni santo giorno vede persi per strada centinaia di euro per mettersi in regola e tutto sembra essere vano. I commercialisti si schierano al loro fianco. “Fino al prossimo mese di giugno - affermano - chi non ha ancora attivato i registratori telematici potrà continuare a utilizzare i registratori di cassa già in uso ovvero le ricevute fiscali, a condizione che trasmetta i dati dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo. Ma anche per chi ha già attivato i registratori telematici restano alcuni nodi che saranno sciolti solo nei prossimi mesi, come la gestione dei corrispettivi non riscossi, dei ticket restaurant e dei corrispettivi delle imprese multiattività".

Una volta risolte le criticità un aspetto resterà tuttavia ineliminabile: la necessità di gestire con professionalità i flussi di dati più o meno automaticamente inviati all’agenzia delle entrate. I commercialisti sono infatti gli unici ad avere le giuste competenze sulla questione. Un lavoro immane per questi professionisti. E non è tutto.

Per Gelosa e Postal si resta davvero stupiti nell’ascoltare il messaggio recentemente diffuso dall’agenzia delle entrate nello spot televisivo sui corrispettivi telematici. Qui si afferma, in modo estremamente semplicistico e certamente fuorviante per i contribuenti, che dal 2020 la gestione della contabilità diventa automatica con il registratore di cassa telematico, facendo così piazza pulita in un colpo solo della necessità di rilevare correttamente non solo i dati trasmessi al fisco. Ma anche quelli non oggetto di trasmissione. Per non parlare dell’evidente complessità che, ancora oggi, caratterizza la gestione contabile e fiscale delle attività economiche, anche di più piccole dimensioni.

"Saranno i fatti a ristabilire la verità. Con il registratore telematico la gestione della contabilità non potrà essere automatica, ma sarà opportuno, come prima, affidarla a professionisti qualificati, esperti e competenti". In soldoni anche i commercialisti protestano contro il governo giallorosso. Pronti alle barricate come i loro clienti. Quei commercianti dimenticati in un’Italia letteralmente spolpata dallo Stato esattore.

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