Giorgetti inaugura Micam: "Il governo sosterrà il sistema moda"

Taglio del nastro in Fiera Milano a Rho per il salone internazionale della calzatura, Mipel la mostra della pelletteria e TheOneMilano dedicato all'haute-à-porter donna aperti fino al 21 settembre. In corso fino al 22, Homi Fashion&Jewels. Carlo Ferro, presidente dell'Ice: "Export made in Italy in forte crescita"

Giorgetti inaugura Micam: "Il governo sosterrà il sistema moda"

Ancora un taglio del nastro nei padiglioni di Fiera Milano Rho in questo settembre di ripartenza delle manifestazioni, con quelle del sistema moda trainate da Micam Milano 92, il salone internazionale di Assocalzaturifici - il più importante del mondo - che schiera fino al 21 settembre 652 espositori italiani ed esteri mentre il 22 settembre aprirà LineaPelle. Fiere che fanno squadra con la presenza, all’inaugurazione di Giancarlo Giorgetti ministro allo Sviluppo economico, Carlo Maria Ferro presidente dell’Ice, Siro Badon presidente di Micam Milano, Norberto Albertalli, presidente di TheOneMilano, Franco Gabbrielli presidente Mipel, Gianni Russo presidente di Lineapelle e Luca Palermo amministratore delegato di Fiera Milano.

Il ministro Giorgetti ha sottolineato l’importanza di questo ritorno in presenza di espositori, visitatori professionali e buyer: “Non è semplicemente una ripartenza ma un rinascimento perché sono state fatte ripartire anche le energie spirituali: la volontà di fare, la vocazione imprenditoriale tornando a essere liberi anche se con qualche regola da rispettare. Ed è il motivo per cui il governo ha deciso che dobbiamo aprire tutto, ma rispettando ulteriori regole. L'alternativa era il rischio di tornare indietro a situazioni che non vorremmo più rivedere. Stiamo lavorando alle filiere della calzatura e del tessile, che sono quelle che hanno pagato di più e non è un caso che non sono soggette allo sblocco dei licenziamenti. Sono oggetto della nostra attenzione e ci sarà anche qualche provvedimento ulteriore per il settore. La nostra ambizione è di fare i prodotti migliori al mondo e quindi di tornare anche sui mercati internazionali nel momento in cui si riapre il mondo ed è una fase in cui queste imprese, che hanno resistito con tanta fatica, devono avere lo Stato al loro fianco”.

Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici e di Micam Milano, gli ultimi dati economici del comparto produttivo determinante per il made in Italy e l'economia del Paese “sono confortanti ed evidenziando come anche nel secondo trimestre dell'anno emerga un forte recupero nei principali indicatori dopo l'impennata già registrata a marzo". Le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici registrano infatti incrementi a doppia cifra sull'anno precedente: aumentano sia la produzione industriale (+13%) che il fatturato (+22%). In crescita anche la spesa delle famiglie italiane (+17,4%) ma soprattutto è l’export l'export (+31,5%) che può dare la spinta più forte al made Italy calzaturiero. "Ripresa sui mercati da consolidare perché - spiega Badon - resta ancora elevato il gap coi livelli pre-Covid. Se le vendite all’estero estero limitano il divario col 2019 attorno al -5% in valore, ma con un -11% in quantità nei primi 5 mesi, domanda interna, produzione industriale e fatturato restano ancora decisamente al di sotto dei livelli, già peraltro poco soddisfacenti, di due anni addietro, con divari superiori al 15%".

"L'export è già ripartito: i dati delle esportazioni dei primi sette mesi dell'anno per l'Italia segnano un +4% rispetto al 2019 e quindi siamo su livelli già superiori a quelli pre- Covid; si tratta di un dato estremamente importante - sottolinea il presidente dell'Ice Carlo Ferro - anche se i settori come calzature e pelle hanno sofferto di più nel 2020 e stanno ancora faticando, per questo siamo impegnati a spingerli sui mercati però hanno comunque segnato un recupero del 30% per i sei mesi di quest'anno rispetto all'anno precedente".

“Non dimentichiamo - spiega ancora - che abbiamo messo in piedi 28 marketplace e-commerce nel mondo e la maggior parte di questi serve anche il settore della moda consentendo alle imprese di essere presenti a zero costi e con il nostro supporto. A daquesto si affinacia il be-to-be, i rapporti fra gli operatori, arrivando su una vetrina che funziona in 190 Paesi. La combinazione fisico-digitale utilizzata per l’edizione di Micam X dello scorso anno viene utilizzata durante e dopo la fiera per andare su quei Paesi da cui i buyer ancora non si muovono.
“Da inizio settembre abbiamo partecipato in Italia all’inaugurazione di tredici fiere - conclude Ferro - e questo è un dato importante, unito al livello di qualità e innovazione di prodotto delle nostre aziende ed è proprio per questo che l’export è ripartito così bene”.

Fiera Milano torna ad essere il grande hub espositivo al servizio dell’economia e delle Pmi e lo fa anche con le manifestazioni organizzate direttamente: a Rho è incorso, in Homi Fashion&Jewels, l’evento dedicato al gioiello moda, al bijou e all'accessorio, organizzato inaugurato questo sbato che si tiene in parziale contemporaneità con le altre manifestazioni della galassia di Confindustria Moda, in programma fino al 21 settembre ed è affollatissimo di visitatori mentre in fieramilano_MiCo si chiude quesat domenica miart 2021, la prestigiosa manifestazione internazionale dedicata all'arte moderna e contemporanea che ha segnato il ritorno in forze di gallerie, collezionisti e visitatori con la sua rinnovata carica di novità.

“Questo ci fa dire che la ripartenza delle fiere e è tutt’altro che simbolica ma sta prendendo corpo - dice al Giornale.it l’ad di Fiera Milano Luca Palermo -. La scommessa è vinta e si rinforza il concetto di fiera. C’erano grandi dibattiti sul fatto che servissero o non servissero ma questo dubbio si è autorisolto. Ora sta a noi operatori e a noi Fiera Milano che siamo leader di mercato, far evolvere questo modello per far si che le aziende abbiamo il motivo per continuare a esporre trovando quel luogo fisico e anche virtuale - perché anche questo è importante ma da solo non funziona -, in cui proporre in maniera importante l’innovazione, il prodotto, la qualità al mercato italiano ma in particolare a quello internazionale. La nostra capacità di essere un hub internazionale, di attrarre a Milano buyer qualificati da tutto il mondo sarà fondamentale e per farlo dobbiamo offrire gli strumenti migliori e più facili di utilizzo della fiera a espositori e visitatori e in questo il digitale non è un nemico ma un grande ausilio all’evoluzione del nostro modello di business”.

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