Il governo vara ancora un fondo salva-banche

Nasce il fondo "Atlante". Ma il Mef assicura: aiuto pubblico limitato

Il governo vara ancora un fondo salva-banche

Altri 5 o sei miliardi. È questa la cifra programmata da governo, Cassa depositi e prestiti e la banca d'investimento Quaestio Sgr per costruire una "rete di sicurezza" per il settore bancario ed evitare le sofferenze.

Un fondo che è già stato soprannominato "Atlante", come il Titano che reggeva sulle spalle il peso della volta celeste - e che costituisce un salva-banche bis -, a cui avrebbero già aderito diverse banche, fondazioni e altri, in modo da tenere la Cassa depositi e prestiti in quota limitata.

Il nuovo passo avanti è arrivato nel pomeriggio dopo un vertice tenuto al Mef con gli amministratori delegati delle principali banche italiane. Nella riunione i dettagli del meccanismo sono stati illustrati verbalmente in un clima definito positivo e che, come hanno spiegato i partecipanti, dà fiducia sul successo dell'operazione. Solo domani però la documentazione scritta verrà fornita alle banche in modo che i manager possano poi portare il dossier ai rispettivi consigli di amministrazione. Lo stesso governo comunque, come ha annunciato il viceministro Morando, agevolerà ancor più la nascita del fondo non con un aiuto pubblico (per non cadere sotto la scure della Ue) ma con norme "di accompagnamento", in modo da velocizzare il recupero crediti, inserendole nel dl banche che affronterà anche il tema indennizzi.

Bruxelles, visto che il fondo poggerà quasi del tutto su risorse private, non richiederà un'autorizzazione preventiva ma appunto esaminerà con attenzione i dettagli del meccanismo per vedere se vi sia violazione della normativa sugli aiuti di Stato. Si vedrà ora quali saranno i soggetti che effettivamente parteciperanno al fondo. Il sistema delle fondazioni, malgrado le perplessità di alcuni enti, dovrebbe assicurare circa 500 milioni di euro grazie anche all'attivismo del presidente Acri e della Cariplo Giuseppe Guzzetti. La Cdp appunto dovrebbe mantenere una quota limitata per non alimentare i dubbi di Bruxelles. Nel comunicato emesso in serata, Questio rileva come Atlante punti ad "assicurare il successo degli aumenti di capitale richiesti dall'Autorità di Vigilanza a banche che oggi si trovano a fronteggiare oggettive difficoltà di mercato, agendo da back stop facility". In prima fila ci sono così Popolare Vicenza e Veneto Banca ma non solo. Sulle sofferenze inoltre (le nette in Italia sono a 88 miliardi di euro) il fondo sottolinea come l'ammontare che potrà essere "deconsolidato dai bilanci bancari sarà di gran lunga superiore a quelle acquistate dal Fondo, in quanto Atlante concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, potendo far leva su quelle a maggior seniority per le quali c'è un manifesto interesse da parte degli investitori".

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