I "prelievi" sul conto corrente: ecco le due tasse più odiose

Si avvicina il momento del primo prelievo dei quattro all'anno in genere previsti per i correntisti

I "prelievi" sul conto corrente: ecco le due tasse più odiose

Introdotta con il decreto del Presidente della Repubblica n.642 del 26 ottobre 1972, l'imposta di bollo è divenuta oggi una voce di uscita con cui i possessori di un conto corrente hanno oramai una certa familiarità.

Dobbiamo al cosiddetto decreto Salva Italia varato dal governo Monti (2011) la riformulazione dell'imposta di bollo, applicata tanto sui conti correnti quanto sui depositi quali libretti di risparmio bancari e postali. Sottoposte a tassazione anche le comunicazioni relative ai prodotti ed agli strumenti finanziari non soggetti a obbligo di deposito, mentre rimangono esclusi fondi pensione e fondi sanitari.

Conto corrente

La tassa in questione, che lo Stato ha iniziato ad incamerare a partire dal 2012, è considerata un'imposta indiretta, dal momento che colpisce il bene direttamente e non in modo proporzionale rispetto alla capacità contributiva dell'individuo che la deve pagare.

Dovuta per tutte le tipologie di conti correnti bancari, che siano o meno vincolati, per i conti correnti postali e per i libretti di risparmio, l'imposta di bollo è di 34,20 euro (persone fisiche) o 100 euro (aziende, imprese, titolari di partita Iva). È tenuto al pagamento della tassa ogni cittadino che in conto o in deposito abbia una giacenza media superiore ai 5mila euro: ciò significa che al di sotto di tale soglia la tassa non è applicabile. La somma prevista viene prelevata direttamente dall'istituto di credito di riferimento, che la trasferisce nelle casse dell'Erario.

La riscossione, che in certi casi può avvenire anche una volta al mese o una volta all'anno, è in genere effettuato su base trimestrale, quindi si avvicina il momento del primo prelievo. Ogni 3 mesi, pertanto, l'istituto di credito presso cui si è aperto il conto corrente sottrae al contribuente 8,55 euro, sempre nei casi in cui ci si riferisca a giacenze medie superiori ai 5mila euro.

Conto deposito

Differente il discorso invece per i conti deposito, per i quali, al contrario dei conti correnti che prevedono un prelievo fisso, è prevista una tassazione proporzionale alla somma depositata. L'imposta di bollo è oggi pari allo 0,2%, una percentuale raggiunta nel 2013 dato che in precedenza veniva prelevato solo lo 0,15% del totale in conto deposito. Così come per i conti correnti, anche in questo caso sono tenute al pagamento tanto le persone fisiche che quelle giuridiche. Per le prime non esiste alcun tetto, mentre per le seconde il limite massimo è ora di 14mila euro (nel 2012 era stato di 1200 euro, mentre dall'anno successivo si era saliti fino a 4500 euro). La tassa prevista è applicata, esattamente come accade per il conto corrente, nel momento in cui viene emesso l'estratto conto.

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