Lacrime, sangue e lotta dura: è l'autunno caldo del «Sole»

Il quotidiano della Confindustria sciopera per i tagli Possibili azioni contro ex manager. Oggi Moscetti ad

Lacrime, sangue e lotta dura: è l'autunno caldo del «Sole»

O ggi un cda straordinario del Sole 24 ore è convocato per cooptare Franco Moscetti e attribuirgli le deleghe di capoazienda. E per convocare una nuova assemblea per abbattere e ricostituire il capitale, ridotto e ormai quasi azzerato per perdite. La mossa, per non sprecare altro tempo, è stata fatta subito dopo l'assemblea che ieri ha nominato il nuovo cda, che sarà presieduto dall'ex presidente di Confindustria Giorgio Fossa. Secondo indiscrezioni, inoltre, il presidente Voncenzo Boccia vorrebbe presto anche un nuovo direttore generale, Antonio Greco, manager già passato sia dal Sole, sia da Confindustria.

Ed è stata la stessa assemblea, ieri, in una sorta di clima neo-operaista, a rivelare pubblicamente lo stato, anche emotivo, in cui si trova l'azienda editoriale controllata (con quasi il 70%) da Confindustria e quotata in Borsa. Gli oltre 160 presenti erano quasi tutti azionisti-dipendenti del gruppo (giornalisti, grafici, poligrafici, impiegati) e hanno conquistato l'auditorium di Renzo Piano con ovazioni per gli interventi di quelli di loro che, mettendoci la faccia, hanno rovesciato sull'azionista tutta la loro rabbia. A parare i colpi, peraltro, c'era un Luigi Abete, vicepresidente del Sole, più in forma che mai: il più longevo dei consiglieri - l'unico sempre in cda in questi ultimi 9 anni nei quali il gruppo ha via via bruciato 350 milioni - ha passato cinque ore difficili. Ma non ha mai perso né quell'ironia romana utile per sdrammatizzare la situazione, né la lucidità per evitare ogni risposta rognosa, ogni trabocchetto.

Così è stato quando un giornalista del cdr del Sole ha detto di «sentirsi offeso di fronte a questo sfacelo»; dichiarando «inaccettabili» le parole del presidente di Confindustria sulle «lacrime e sangue» che aspettano i dipendenti del gruppo; e annunciando per oggi la sciopero del quotidiano (a cui si sono aggiunti sia l'agenzia Radiocor, sia Radio24). Standing ovation. E ancora quando un altro redattore del Sole ha duramente attaccato il direttore editoriale e responsabile di tutte le testate del gruppo, Roberto Napoletano (sfiduciato dalla redazione, ma confermato da Confindustria) per i propri emolumenti «fuori mercato» e per il ruolo manageriale svolto in questi anni; chiedendo che l'azionista cerchi al più presto «un direttore che guardi più all'interesse del giornale che non al proprio». Standing ovation n.2.

Il filo conduttore delle proteste è la sensazione dei dipendenti che Confindustria chieda da un lato lacrime e sangue, senza garantire dall'altro la necessaria discontinuità. Il che varrebbe anche per il nuovo cda: oltre a Fossa - ieri è stato fatto cenno alla fallimentare operazione con cui l'ex numero uno di Confindustria ha venduto allo stesso Sole, nel 2000, il canale satellitare Salute&Benessere - ci sono due «superstiti» delle precedenti gestioni, Abete e Marcella Panucci; l'ultimo presidente, Carlo Robiglio; insieme con Francesca Di Girolamo, Edoardo Garrone, Luigi Gubitosi, Giuseppina Amarelli Mengano, Patrizia Micucci, Livia Salvini e Massimo Tononi.

In quanto alle tante domande poste ad Abete e al presidente del collegio sindacale, Biscozzi, non a tutte è stata data risposta. Si è comunque appreso, per voce del rappresentante di Confindustria, che all'ex ad Gabriele Del Torchio era «stata espressamente richiesta la disponibilità a rimanere», a cui egli però «non ha dato seguito». Il socio di maggioranza ha anche dichiarato che la governance del gruppo prevede che l'azienda sia data in mano all'ad, mentre il presidente non avrà «ingerenze nella gestione operativa». Mentre per quanto riguarda il passato, ribadita la fiducia nelle indagini di Consob e Procura, «le risultanze di questi accertamenti saranno attentamente valutate anche ai fini di eventuali azioni di responsabilità».

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