Per l'addio alle «risparmio» Telecom non ha fretta

Recchi: «La conversione non è un tema del prossimo cda» Il gruppo apre allo shopping, occhi puntati sul Brasile

Il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, non esclude che al prossimo consiglio di amministrazione, previsto in Brasile il 24 e il 25 settembre e nello «strategy day» che lo precederà, venga messa a punto una strategia di M&A.

Fusioni e acquisizioni dunque per costruire un nuovo piano industriale che renda più forte la presenza di Telecom nel Paese sudamericano che, a differenza dell'Italia, ha ancora notevoli potenzialità di crescita nonostante il momento di crisi. Insomma, una mossa su Oi o su qualche gestore locale brasiliano pare dunque possibile.

Anche perché, in questo momento, il cda di Telecom è espressione di una governance da public company non soggetta ai dictat di un eventuale socio forte. In cda, infatti, non siedono diretti rappresentanti di Vivendi, primo socio con il 15,4%, anche se Tarak Ben Ammar siede sia nel board del gruppo italiano sia nel consiglio di sorveglianza di Vivendi.

La società guidata da Vincent Bollorè, secondo il quotidiano francese Les Echos , avrebbe comunque già portato la sua quota in Telecom dal 15,4 al 20%. L'operazione sarebbe stata fatta in un'ottica antidiluitiva, dato che Telecom aveva mostrato interesse per la conversione delle azioni di risparmio. In realtà questa operazione non sarà all'ordine del giorno del prossimo cda. «La conversione - ha detto Recchi- non sarà tra i punti del prossimo cda».

E dunque l'incremento della partecipazione da parte di Vivendi va inquadrato anche all'interno della questione della governance. In merito all'avanzata dei francesi Recchi non si sbilancia: «Non ne abbiamo parlato, l'operazione riguarda gli azionisti. Tendiamo a separare i due livelli, quando e ove dovesse accadere sarà comunicato a noi e al mercato». Il presidente non ha commentato neanche la possibilità di costituire una mid company tra Telecom e Inwit (la società delle torri di Telecom), da aprire poi all'ingresso di nuovi soci.

Secondo indiscrezioni invece Telecom avrebbe intenzione di creare una newco per cedere un'ulteriore quota di Inwit, la società di cui ha da poco quotato il 40%. Sul dossier, secondo Bloomberg , ci sarebbe l'interesse della spagnola Cellnex (Abertis) e tanto è bastato per spingere Inwit in Borsa: +3,59% a 4,38 euro. Bene anche Telecom che ha chiuso in rialzo del 2,31% a 1,1 euro.

Sul fronte dell'altro tema caldo, quello della realizzazione della rete a banda ultralarga, Recchi si è detto soddisfatto circa quanto annunciato dal sottosegretario Antonello Giacomelli: l'arrivo dei risultati della consultazione pubblica sulle prenotazioni degli operatori per lo sviluppo della rete Ngn nelle aree individuate dal governo.

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Commenti

marygio

Gio, 17/09/2015 - 11:20

convertono. altrimenti che fretta c'era di salire al 20%?