Dalla legge di Bilancio, l'auto attende un piano. Governo sotto esame

Unrae: "Bene i bonus, no il ritardo della norma e pochi 100 milioni a diesel e benzina"

Dalla legge di Bilancio, l'auto attende un piano. Governo sotto esame

Il settore auto, alle prese con un 2020 horribilis, guarda alla Legge di Bilancio con l'auspicio che vengano stanziati quei fondi che diano realmente il via al rinnovamento del parco circolante, il 59,4% del quale è costituito da veicoli con omologazione da Euro 4 in giù. In pratica, dovrà essere favorito l'acquisto di vetture diesel e benzina Euro 6, più abbordabili come listini rispetto alle pur importanti auto elettrificate (nelle grazie della componente grillina del governo). Solo 100 dei 500 milioni di bonus disponibili dall'1 settembre al 31 dicembre, per l'acquisto di veicoli endotermici, secondo Unrae, «rischiano infatti di impedire l'effettivo rilancio del mercato, le potenzialità reali di ricambio efficace del circolante e l'extra gettito fiscale che ne dovrebbe conseguire».

Unrae, che raggruppa i costruttori esteri di auto in Italia, ha deciso di dare una sorta di pagella al provvediemento del governo (500 milioni, di cui 90 destinati alle infrastrutture di ricarica) allo scopo di stimolare la domanda. Promosso, in proposito, il rifinanziamento degli incentivi (i 50 milioni erogati in agosto sono andati esauriti in una settimana) e gli importi parzialmnete maggiorati, ma non altrettanto il ritardo e l'allocazione dei fondi tra le varie fasce di emissioni. I tempi dilatati del Decreto Agosto, inoltre, «creano problemi sia ai consumatori, sviati nelle scelte, sia al settore, impossibilitato a pianificare le attività produttive e commerciali». Il nuovo testo, infatti, è fortemente sbilanciato verso la mobilità elettrica e ibrida plug-in, oltre a prevedere una nuova fascia di beneficiari, introdotta all'ultimo, relativa ai veicoli con emissioni tra 61 e 90 grammi/km di anidride carbonica.

In proposito, c'è chi sostiene che sia stato fatto un favore a Fca alle prese con i lanci dei primi modelli a batteria, sia elettrici sia ibridi.

Sul credito d'imposta per le colonnine di ricarica il giudizio è positivo, «ma qui serviranno più investimenti per la mobilità elettrica».

Agosto, intanto, vede un mercato in sostanziale recupero, grazie anche ai 50 milioni di aiuti andati esauriti in una settimana. Per Plinio Vanini, presidente di Autotorino, il più importante network italiano di concessionarie, «si tratta di un rimbalzo tecnico dopo i due mesi di lockdown, ma anche della considerazione che l'auto è il mezzo più sicuro contro il Covid-19». Bene, comunque, gli affari per Vanini, che vede raddoppiare in agosto, rispetto al 2019, sia il nuovo sia l'usato. Ma il 2021, per l'auto, risulterà complicato anche perché, dall'1 gennaio, le norme sulle emissioni in Europa passeranno dal protocollo Ndc a quello Wltp. Significa che per le omologazioni si inseriscono le condizioni di prova dei veicoli e il valore di emissione di CO2. Da qui la necessità di una revisione verso l'alto delle fasce incentivate allo scopo di evitare ulteriori penalizzazioni dei motori tradizionali.

Per Unrae, intanto, si avvicina l'appuntamento di settembre con l'assemblea e il rinnovo delle cariche. L'attuale presidente Michele Crisci dovrebbe essere riconfermato. Per il comparto veicoli industriali, dopo le dimissioni di Franco Fenoglio (Scania), si fanno due nomi: Marco Lazzoni (Man) e Paolo Starace (Daf). Dimissioni anche per Sandro Mantella (rimorchi).

Commenti