Luxottica rinnova l'asse con Dolce & Gabbana. E va alla guerra francese

Il gruppo di Agordo si rafforza nel segmento del lusso. Verso la resa dei conti su Essilux

Luxottica rinnova l'accordo di licenza con Dolce &Gabbana e prepara l'assalto alla Bastiglia. Il gruppo di Agordo, che dal 2018 sta portando avanti l'integrazione con la francese Essilor, ha annunciato il rinnovo anticipato della partnership con gli stilisti, prorogata fino a fine 2029. Per la società fondata da Leonardo Del Vecchio si tratta di un ulteriore rafforzamento sul redditizio settore dell'alto di gamma dopo i recenti rinnovi delle licenze con Chanel e Bulgari. Luxottica produce montature per occhiali per una ventina di maison e brand di riferimento del lusso internazionale, tra cui Prada (che, al momento, è quella con il maggiore peso con una rilevanza intorno al 4% delle vendite di Luxottica, pari nel bilancio 2018, l'ultimo pubblicato, a 8,9 miliardi), Armani, Michael Kors, Burberry, Tiffany, Ralph Lauren e Ferrari. L'obiettivo perseguito finora dalla società veneta è sempre stato quello di «puntare su marchi leader di mercato, bilanciare i marchi di proprietà (tra cui Vogue e Ray-Ban ndr) e quelli in licenza, evitare la diluizione dei marchi e allungare la durata dei marchi in licenza». In particolare, poi per quanto riguarda i contratti in licenza «sono realizzati e distribuiti a fronte di accordi di licenza globali con le principali case di moda. Si tratta di contratti esclusivi con una durata variabile dai quattro ai dieci anni, in base ai quali Luxottica è temuta a pagare una royalty tra i 5 e il 14% e un contributo di marketing compreso tra il 5 e il 12% delle vendite della relativa collezione».

L'alto di gamma è tuttavia un ambito conteso tra gli altri anche dalla vicina Safilo che, proprio in questi giorni, ha annunciato un accordo decennale con Isabel Marant e prima ancora l'acquisizione del 61% di Privè Revaux (che tra i soci fondatori annovera l'attore Jamie Fox) dopo aver registrato le dolorose uscite di Dior e Fendi (Lvmh). E potrebbe diventare sempre più complesso conquistare il cuore delle maison: i due colossi del lusso d'Oltralpe, Lvmh (a cui fanno riferimento Fendi e Dior) e Kering (che ha brand come Gucci e Bottega Veneta) da tempo stanno cercando di riportare al loro interno la redditizia filiera dell'occhialeria. Tanto da spingere, tre anni fa, Lvmh a costituire una apposita joint venture (Thélios) con un'altra società veneta, Marcolin. Anche per questo il rinnovo della licenza di Dolce & Gabbana è particolarmente significativo.

Per Del Vecchio, tuttavia, la sfida, oltreché sul fronte del business, rimane sulla governance di EssilorLuxottica per cui gli appuntamenti chiave del 2020 sono almeno due. Il primo è l'assemblea degli azionisti del 15 maggio, in cui i francesi potrebbero essere chiamati a rispondere dello scandalo finanziario da 185 milioni che ha coinvolto un loro stabilimento in Thailandia. Il secondo a fine dicembre, entro cui si potrebbe consumare un ulteriore braccio di ferro tra italiani e francesi nella scelta dell'ad di EssiLux. Con l'assemblea di bilancio 2021 finirà poi la governanxce paritetica italo-francese. E Del Vecchio ha in mano il 32,3% del capitale rispetto al 4,4% detenuto dai dipendenti e pensionati di Essilor.

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