Opel-Magna In Germania s’aggiungono altri tagli

La cancelliera Angela Merkel difende l’operazione Opel e non teme che la Commissione Ue possa dire no ai promessi aiuti al consorzio Magna-Sberbank, mentre in Germania aumentano i timori di tagli all’organico più incisivi del previsto, come peraltro paventato dal ministro dell’Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg. «Noi non salviamo alcuna società, ma concediamo loro una possibilità per far fronte alla crisi - ha detto la Merkel - ed è assolutamente giustificato che la Commissione approvi le garanzie pubbliche (il pacchetto di 4,5 miliardi, ndr) alle quali altri Paesi europei devono associarsi». In attesa della decisione di Bruxelles sugli aiuti, «Der Spiegel» scrive che gli esuberi in Germania, dove la Opel impiega circa 25mila dipendenti, potrebbero superare le 3mila unità già previste nel settore della produzione: a queste, se ne aggiungerebbero altre 1.100 nelle attività amministrative. «Sin dalla primavera - ha spigato zu Guttenberg - era noto a tutte le parti coinvolte che la cifra indicata da Magna si riferiva soltanto alla produzione, mentre nel settore amministrativo c’erano da temere ulteriori interventi sul personale».

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