Ora il gruppo Maccaferri cerca il rilancio con Carlyle

La società bolognese ha depositato il concordato in continuità. Operazione da 85 milioni

Officine Maccaferri e la sua holding Seci sono salve. Il gruppo bolognese ha accettato la proposta di salvataggio avanzata da Carlyle e soci (Man Glg e Stellex Capital Management) e ha depositato il piano per il concordato in continuità. Il rilancio della galassia passerà da una importante iniezione di capitali da parte del fondo di private equity: 10 milioni nella holding Seci, 60 milioni per Officine Maccaferri (insieme ad altri obbligazionisti con i quali è stata costituita la Ad Hoc Group), 25 milioni per la società meccanica Samp.

Tutta l'operazione dovrà passare dall'ok del tribunale di Bologna e l'omologa, Covid permettendo, dovrebbe arrivare a inizio 2021. Prima, entro un paio di mesi, dovrebbe scattare il primo via libera da parte del tribunale.

L'operazione consentirà alla holding di restare nel capitale di Officine Maccaferri con una quota del 4% e nel capitale di Samp con una quota che potrebbe arrivare fino al 10 per cento. L'obiettivo del piano è di mantenere le partecipazioni nel settore manifatturiero - Officine Maccaferri e Samp , ma di uscire progressivamente da business non più strategici: i settori agroalimentare, energia e real estate, mediante la cessione degli asset no core. Da ricordare, infine, che Seci Real Estate e Sigaro Toscano, così come Officine Maccaferri, non sono in concordato. In particolare, Sigaro Toscano a fine 2025, quando sarà concluso il piano, potrà essere valorizzato. La quota del gruppo presieduto da Luca Cordero di Montezemolo rimarrà, infatti, invariata durante l'arco temporale di piano con un'opzione di vendita o rifinanziamento a fine periodo.

I sigari sono di fatto un jolly che genera risorse a servizio del rilancio.

«Il deposito del piano - ha commentato l'ad Pierluigi De Angelis - è per tutto il Gruppo Industriale Maccaferri un momento fondamentale. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente per presentare un progetto che permettesse un'ordinata dismissione degli asset non strategici a disposizione del soddisfacimento dei creditori; il rilancio dei settori chiave dell'ingegneria ambientale (Officine Maccaferri) e della meccanica (Samp) e il continuo sviluppo di Manifatture Sigaro Toscano. Lo sforzo della proprietà e del management ha permesso altresì di non creare allarmi occupazionali, pur in un quadro drammatico e anche questo è per noi fonte di orgoglio».

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