PartnerRe e cedola Fca, Exor rifà i conti

La mancata cessione della compagnia forse un'opportunità. Il nodo fusione con Psa

PartnerRe e cedola Fca, Exor rifà i conti

Giorni caldi per la galassia Agnelli: prima la sorpresa dei francesi di Covea che hanno chiesto uno sconto a Exor per l'acquisto del colosso delle riassicurazioni PartnerRe: sconto non concesso e operazione saltata. Quindi, la rinuncia contestuale di Fca e del futuro partner Psa al dividendo ordinario di 1,1 miliardi, per i rispettivi azionisti, a causa della pandemia da coronavirus. Il dietrofront su PartnerRe, spiegato dal presidente di Exor, John Elkann, in una lettera ai dipendenti, da una parte significa per la holding rinunciare a un incasso di 9 miliardi di dollari, con un guadagno netto di 3 miliardi; ma, dall'altra, vede aprirsi nuovi orizzonti e opportunità per lo stesso gruppo. Il settore nel quale opera PartnerRe, infatti, è tra quelli meno toccati dal problema Covid-19 e, in proposito, assiste a un aumento di richieste di «protezione» ai riassicuratori.

Un punto sulle nuove strategia di Exor, in funzione Covid-19, arriverà il prossimo 20 maggio, quando l'assemblea generale delibererà sul pagamento del dividendo agli azionisti della holding, come annunciato durante la presentazione dei risultati 2019: 100 milioni complessivi, di cui 54 a beneficio della famiglia Elkann-Agnelli.

Fca e Groupe Psa, però, non hanno fatto commenti sull'extra dividendo che ciascuno ha pianificato di pagare, sempre in base all'accordo di fusione. Fca dovrebbe distribuire una super cedola di 5,5 miliardi, mentre Psa deve erogare agli azionisti la sua quota del 46% nel capitale del produttore francese di apparecchiature per auto, Faurecia. Quali decisioni prenderanno? Sul tema extra cedola interviene Roberto Russo, ad di Assiteca Sim: «Alle due società restano due opzioni per chiudere l'operazione: confermare tutte le altre condizioni del deal - dividendo straordinario di 5,5 miliardi agli azionisti Fca e scorporo della partecipazione Faurecia da Psa - o, in alternativa, riportare nel perimetro della fusione la partecipazione francese di Faurecia, pari a circa 1,8 miliardi, e, sul fronte Fca, trattenere un pari controvalore dal dividendo straordinario».

«Probabilmente - aggiunge Russo - prevarrà la prima ipotesi, poiché Exor difficilmente rinuncerà alla quota parte del dividendo straordinario di 5,5 miliardi di sua competenza (1,38 miliardi circa), dopo aver visto sfumare in pochi giorni l'incasso della vendita di PartnerRe ai francesi di Covéa, e lo stacco del dividendo ordinario di Fca. Desta, a questo punto, molta sorpresa lo sconto del 25% del prezzo dell'azione Fiat Chrysler Automobiles, rispetto al corrispondente prezzo del titolo Peugeot, alla luce della conferma del rapporto paritetico di concambio della fusione».

All'unisono, intanto, Fca e Psa «confermano che le attività in preparazione della fusione 50/50 delle loro attività, annunciata nel dicembre del 2019, procedono positivamente, ivi compresi gli adempimenti per l'ok da parte delle autorità Antitrust e altre autorità». «Ci si attende - precisa la nota - che la fusione sia completata nei tempi previsti, prima della fine del primo trimestre del 2021, subordinatamente al soddisfacimento delle closing conditions d'uso».

In Borsa, ieri, giornata negativa per tutti i titoli interessati: Exor - 4,6%, a 41,88 euro; Fca -2,8%, a 7,17 euro; Peugeot -5,2%, a 11,42 euro, il più penalizzato.

Anche altre aziende del settore hanno annunciato, nelle ultime settimane, una forte riduzione o la cancellazione dei loro dividendi al fine di preservare liquidità nel contesto della grave crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19.

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