In pensione a 62 anni: chi può andare via (e come)

Legge Fornero, Quota 100 e Opzione donna sono solo alcuni dei trattamenti previsti per legge

In pensione a 62 anni: chi può andare via (e come)

Per ottenere la pensione di vecchiaia, in base alle normative vigenti, bisogna raggiungere i 67 anni di età, ma non è detto che non sia possibile ricevere l’assegno in anticipo. Esistono, infatti, una serie di trattamenti che permettono anche a chi non ha ancora maturato anagraficamente il diritto al vitalizio di terminare l’attività lavorativa prima del tempo. È il caso della pensione anticipata ordinaria, regolata dalla legge Fornero, che prevede di uscire dal mondo del lavoro a prescindere dall’età. Ma in quali circostanze ciò è possibile? La norma stabilisce che servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, mentre per le donne sono sufficienti 41 anni e 10 mesi. Maturando i requisiti contributivi si può ottenere il vitalizio dopo circa tre mesi. Fino a poco tempo fa, in questo caso, si parlava di pensione a 62 anni, poiché la Fornero prevedeva alcune penalizzazioni per chi decideva di lasciare il lavoro prima del raggiungimento di questa età. Oggi questi tagli sul vitalizio sono stati cancellati.

Per ottenere la pensione anticipata, in ogni caso, sono necessari anche altri requisiti: possedere l’anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995 e rientrare in alcune categorie particolari, come gli impiegati in lavori usuranti, i caregiver, gli invalidi civili al 74% e i disoccupati da lungo tempo. Un altro trattamento che consente di ottenere il vitalizio in anticipo è l’opzione Quota 100. Il provvedimento prevede, fino a 31 dicembre del 2021, che si può andare in pensione a 62 anni e con 38 anni di contributi. Coloro che usufruiscono di Quota 100, però, non possono lavorare fino a quando non raggiungono i 67 anni, ossia l’età per la pensione di vecchiaia. Si possono cumulare redditi solo fino a 5mila euro attraverso attività di lavoro autonomo occasionale.

Opzione donna, invece, è prevista per le lavoratrici autonome e dipendenti quando si raggiungono i seguenti requisiti: 58 anni di età al 31 dicembre 2020, più il possesso di 35 anni di contribuzione alla stessa data, per le lavoratrici dipendenti; 59 anni di età il 31 dicembre 2020, più il possesso di 35 anni di contribuzione alla stessa data, per le lavoratrici autonome. L’uscita dal mondo del lavoro, comunque, non è istantanea e per ottenere il vitalizio bisogna aspettare 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome. Vantaggi sono previsti anche per coloro che si occupano di lavori particolarmente usuranti, i quali possono ottenere la pensione anticipata con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contribuzione e con una quota minima pari a 97,6.

Anche per la pensione di vecchiaia possono esserci alcune eccezioni. Questa può essere raggiunta a 62 anni per gli uomini e a 57 per le donne, qualora il lavoratore abbia un’invalidità pari all’80%, almeno 20 anni di contributi versati. Il cosiddetto contratto di espansione, infine, si rivolge ai dipendenti delle grandi aziende che possono accedere al vitalizio cinque anni prima di maturare i diritti per la pensione di vecchiaia. Bisogna avere, in ogni caso, minimo 62 anni di età e 20 anni di contributi, oppure 38 anni e 1 mese di contributi, nel caso degli uomini, o 37 anni e 1 mese di contribuzione, per le donne.

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