Petrolio in caduta libera: sotto i 25 dollari al barile

Il prezzo è arrivato a 23,86 dollari arrivando ai minimi storici da 2002

Il prezzo del petrolio scende sotto i 25 dollari. Si tratta della prima volta dal 2002, ma il calo del costo del greggio, che di solito fa esultare i guidatori per il conseguente abbassamento del costo di diesel e benzina questa volta, invece, rappresenta un dato tutt'altro che positivo.

Oggi si è registrato, difatti, un vero e proprio tonfo, con il Wti che è sceso sotto la soglia dei 25 dollari a barile assestandosi a 23,86 dollari e cala anche il greggio di Brent, che scivola del 6,86% a 25,76 dollari. In questo contesto generale di risk-off, l'abbassamento del costo dell'oro nero rappresenta, forse, il dato più evidente della crisi economica nel settore industriale, produttivo e dei consumi provocato dall'avanzata del Coronavirus.

La pandemia del Covid-16, difatti, ha fatto crollare i consumi di greggio con un’intensità che, a parere del mondo degli analisti, non ha precedenti nella storia. Dall'altra, pesa nell'aumento del prezzo del petrolio anche lo scontro tra Arabia Saudita e Russia, con la rottura avvenuta durante l'ultimo meeting dell'Opec in cui si è discusso dei tagli alla produzione di petrolio, senza che, però, venisse raggiunto alcun accordo in merito.

Il ministero saudita dell'Energia saudita ha incaricato la compagnia statale Aramco di produrre fino a 12,3 milioni di barili di petrolio al giorno nei prossimi mesi. Lo riferisce l'agenzia di stampa governativa "Spa". La decisione rende quindi ufficiale l'aumento di produzione di Aramco del 25 per cento dopo la scadenza il 31 marzo dell'accordo tra l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) e i produttori al di fuori del Cartello, tra cui la Russia, per il taglio della produzione. Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dall'amministratore delegato di Aramco, Amin Nasser, la compagnia è in grado di produrre greggio alla massima capacità di 12 milioni di barili al giorno senza alcun nuovo investimento. Per Nasser i restanti 300 mila barili verranno attinti dalla riserva strategica della compagnia. Dal fallimento del cosiddetto accordo Opec+ lo scorso 6 marzo, l'Arabia Saudita ha ridotto i prezzi di vendita del petrolio destinato alle esportazioni e annunciato piani per un aumento della produzione. Le mosse hanno contribuito al crollo dei prezzi del greggio in un mercato già colpito dal crollo della domanda derivante dall'epidemia di coronavirus. Aramco, che ha il diritto esclusivo di produrre tutto il greggio all'interno dei confini dell'Arabia Saudita, non ha mai registrato una produzione mensile superiore agli 11,09 milioni di barili al giorno raggiunti nel novembre 2018 e la sua capacità di raggiungere la piena capacità non è mai stata testata fino ad oggi.

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Commenti
Ritratto di alfredido2

alfredido2

Mer, 18/03/2020 - 17:20

Se fossi ENI comprerei a raffica

ilcapitano1954

Mer, 18/03/2020 - 17:26

qualcuno ci sa spiegare perchè con questo calo del prezzo del barile non corrisponde un calo proporzionale del prezzo alla pompa ed alla riduzione dei prezzi di gas e luce? Qualcuno adesso dirà che avevamo i depositi pieni di petrolio a prezzo superiore, però io dico che anche quando il barile aumenta di prezzo noi abbiamo comunque i depositi pieni e le pompe aumentano il prezzo. O forse tenendolo a questo prezzo chi ci guadagna è anche lo stato oltre ai petrolieri.

Duka

Ven, 20/03/2020 - 10:25

Ma alla POMPA nulla cambia. Che cosa aspetta questo governo farlocco a dar disposizioni in merito?????