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Salini: "Infrastrutture chiave del futuro basta con i signori del no, il Ponte si farà"

Una mostra sul progresso ottenuto con le opere osteggiate

Salini: "Infrastrutture chiave del futuro basta con i signori del no, il Ponte si farà"
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"Costruire il futuro significa investire sulle infrastrutture e riuscire a fare passare il messaggio chiaro di quanto queste siano essenziali". Pietro Salini (In foto), ad di Webuild, apre così la presentazione della mostra Evolutio che racconta la storia del progresso sociale ed economico italiano degli ultimi 120 anni. Un percorso nella storia del Paese in rassegna dall'11 febbraio al 7 aprile presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Un'occasione nella quale l'ad del gruppo non ha mancato di lanciare una stoccata alla politica "interessata ai progetti a breve termine e poco lungimirante quando si tratta di trasmettere il senso di un'opera", ma anche "ai tanti signori del no che negli anni hanno ostacolato le opere: dall'alta velocità, all'autostrada del Sole".

"Ci hanno rallentato", ha raccontato, ma alla fine "le opere sono state fatte". Un chiaro riferimento al Ponte sullo Stretto in merito al quale l'ad tira dritto: "Si farà, sono fiducioso. Le battaglie politiche si concentrino su altro".

Non a caso nella mostra promossa dal gruppo infrastrutturale c'è una sezione dedicata ai progetti osteggiati per anni e poi portati a termine.

"In un momento storico segnato da trasformazioni profonde in Italia e su scala globale, le opere pubbliche rappresentano leve strategiche fondamentali per garantire competitività, accessibilità e resilienza ai territori", ha aggiunto.

Le connessioni infrastrutturali sono la precondizione per posizionare l'Italia come snodo delle nuove filiere internazionali, le reti stradali e ferroviarie "vanno viste come un sistema integrato in grado di unire le aree periferiche con quelle più avanzate. Cruciale è anche il rilancio dell'idroelettrico e delle grandi dighe: l'energia è uno degli asset su cui si gioca il futuro del Paese", ha concluso Salini che in Italia sta realizzando alcune delle opere più strategiche collaborando con una filiera di 15.200 fornitori diretti.

La mostra illustra come il cammino dell'Italia nell'ultimo secolo e immaginando la stessa rassegna tra vent'anni Salini ha poi spiegato che ci saranno tanti altri progetti nel futuro del gruppo, ma ha

smorzato l'interesse per la costruzione di data center, sottolineando che il gruppo è più interessato all'utilizzo energetico intorno a queste opere che devono "girare" in qualche modo, più che alla loro mera edificazione.

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