Le nuove tasse? Come scatta il taglio di 500 euro

Semplificazione e lotta all'evasione fiscale: si va dall'abbassamento del prelievo al ceto medio, alla riforma del catasto. Riduzione del cuneo fiscale per favorire l'occupazione e riorganizzazione dei bonus

Come saranno le nuove tasse: ecco i punti su cui lavora il governo

Si apre la stagione delle nuove tasse, in cui le parole d'ordine saranno semplificazione e lotta all'evasione fiscale. Questo, almeno, l'obiettivo dichiarato dal governo Draghi. Si parla di taglio dell’Irap, a cui verrà associata una consistente manovra di riduzione del cuneo fiscale, di una modifica delle tasse sulle rendite finanziare, di un aggiornamento dei valori catastali e di un taglio delle aliquote, senza flat tax. Ma vediamo meglio nel dettaglio.

I calcoli sull'Irpef

Si parte dall'Irpef, ossia l'imposta sul reddito delle persone fisiche. Si tratta di un'imposta progressiva, vale a dire che la cifra da pagare cambia a seconda del reddito. Attualmente l'Irpef viene calcolata tenendo conto di 5 scaglioni, quelli previsti dalla legge. Con un reddito lordo compreso che arriva fino a 15.000 euro, l'aliquota fissata è del 23%. Da 15.001 a 28.000 euro, l'aliquota è del 27%, da 28.001 a 55.000 euro siamo al 38% e da 55.001 a 75.000 euro arriviamo al 41%. Se il reddito lordo è addirittura superiore a 75.000 euro, l'aliquota salirà al 43%.

L'Irpef garantisce un terzo dell'intero gettito tributario, e l'obiettivo del governo è quello di arrivare ad uno sgravio di 500 euro almeno per quei redditi fino a 35.000 euro, ossia in piena fascia media (28.000 – 55.000 euro, il 57% di tutta l'Irpef). Impossibile, per il ceto medio, arrivare ad un accorpamento al 27%. Si discute piuttosto sull'intervenire con un taglio di qualche punto per arrivare al 34%.

La riforma del catasto

Nel programma di governo trova posto anche una possibile riforma del catasto. Guai a parlare di patrimoniale, fortemente non voluta dai partiti di centrodestra e portata invece avanti dalla sinistra (basti pensare al progetto di Enrico Letta di aumentare le tasse di successione al fine di ottenere una sorta di dote per i diciottenni).

L'esecutivo pare piuttosto essere interessato ad una riforma del catasto, a lungo rinviata per la sua complessità. Anche in questo caso, il centrodestra sarebbe contrario, ed è proprio per questo che Mario Draghi sta procedendo con molta cautela. Il premier, come ricordato da La Stampa, ha infatti chiarito: in questa particolare circostanza "le tasse non vanno alzate, ma semmai solo abbassate".

Si va verso un'unica Agenzia ed un aggiornamento dei conti

Come anticipato in passato, ci sarà probabilmente una fusione fra Agenzia delle Entrate ed Agenzia delle Entrate-Riscossione. Una scelta che dovrebbe teoricamente portare dei vantaggi in qualità del lavoro. Si vorrebbe poi mettere a punto un sistema, una sorta di "discarico automatico", che consenta di elaborare tutte quelle imposte rimaste bloccate che lo Stato non è riuscito a riscuotere in questi ultimi 20 anni: si parla di mille miliardi di euro. Questo nuovo meccanismo consentirà la cancellazione delle cartelle entro 5 anni in caso di mancata riscossione.

Favorire l'occupazione

Nei piani c'è anche un taglio del cuneo fiscale per favorire l'occupazione, proposta arrivata dal sottosegretario all’Economia Cecilia Guerra. Luigi Marattin, presidente della Commissione finanze della Camera, ha suggerito di impiegare con la prossima legge di Bilancio "i 3 miliardi che sono già disponibili per intervenire sull’Irap" senza attendere la legge delega.

Ridurre l'Iva

Ambizioso il proposito di ridurre l'Iva, un risultato sino ad oggi mai ottenuto. A tal proposito, la Commissione finanze "ritiene opportuno che l’annunciato disegno di legge in materia fiscale contenga una specifica delega al Governo per la ridefinizione della disciplina Iva ai fini di una sua opportuna semplificazione e di possibile riduzione dell’aliquota ordinaria attualmente applicata". Uno degli obiettivi sarebbe quello di scendere dall’attuale 22%.

Mettere ordine fra i bonus

Tanti i bonus previsti dallo Stato, si parla di ben 800 bonus, con un corrispettivo di 313 miliardi di euro. Mettere mano su questo aspetto porterebbe di sicuro al recupero di alcune risorse. In questi giorni l'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha suggerito di fare ordine, razionalizzando in base all'efficacia.

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