Calzature, i distretti spingono l'export oltre il 70%

Presentato da Assocalzaturifici lo "Shoe Report 2014": esportazioni +5,6%, aumenta la fiducia delle imprese. I distretti della scarpa piattaforma produttiva europea con l'Italia primo produttore. Il presidente Cleto Sagripanti: "Istituzioni e politica lavorino insieme a noi per il rilancio dei consumi e la tutela del Made In"

Calzature, i distretti spingono l'export oltre il 70%

Spinto dalla capacità dei distretti di fare sistema, il settore calzaturiero italiano intravede una via di uscita dalla lunga crisi trainato dall'internazionalizzazione: ci sono segnali positivi, con le esportazioni cresciute nel 2013 del 5,6% in valore e del 2,6% in quantità (nel 2012 l'incremento in valore era 2,5%, con una contrazione del 6,4% in quantità). Continua invece a soffrire il mercato interno, registrando una serie ininterrotta di segni negativi dal 2007 a oggi.

E' il quadro che emerge dallo Shoe report 2014, il sesto rapporto annuale che fotografa lo stato del sistema calzaturiero italiano e sul suo ruolo nel manifatturiero, presentato a Roma da Assocalzaturifici che vuole in questo modo rafforzare il dialogo con le istituzioni, presupposto indispensabile per lo sviluppo di politiche di tutela delle imprese e del made in Italy.

Confronto importante al quale hanno partecipato numerosi parlamentari ed esponenti di governo come il viceministro dell'Economia e delle Finanze Luigi Casero, che ha posto l'attenzione sulla necessità di risollevare la domanda interna e di ridare fiato alle imprese con politiche di defiscalizzazione degli utili investiti in impresa e della ricerca applicata e agevolazioni fiscali per le campionature e lo sviluppo delle collezioni.

Il viceministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha sottolineato l'importanza del Made In, una battaglia da vincere in sede europea superando le forti resistenze dei paesi non a vocazione manifatturiera, come la Germania. Calenda ha anche auspicato un maggiore ruolo del governo nell'aiutare le imprese a scegliere i mercati di destinazione dell'export e a monitorare i risultati dei processi di internazionalizzazione. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri ha ribadito la necessità di rendere più efficienti i tribunali delle imprese e di avviare la riforma della giustizia civile per migliorare la competitività delle aziende e garantire una leale concorrenza. Ferri ha insistito poi l'urgenza di snellire la burocrazia per l'accesso ai finanziamenti europei e tagliare il costo del lavoro in maniera significativa.

"Lo Shoe Report è uno strumento fondamentale – ha detto Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici – che ci permette di fare conoscere al mondo della politica, dell’economia e della finanza la realtà delle nostre aziende e dei distretti calzaturieri. Anche in un momento di grave difficoltà economica, il nostro è un settore che ha saputo reagire e che ha continuato a portare nel mondo i valori del made in Italy. Le calzature hanno dato un contributo importante all’economia del sistema paese e potranno giocare un ruolo decisivo nel rilancio dei consumi se le istituzioni e la politica lavoreranno insieme a noi".

"Nonostante la congiuntura economica complicata e i consumi interni in continua contrazione - ha sottolineato Sagripanti - le nostre imprese non hanno mai smesso di lottare e di cercare nuove strade per uscire da questo momento di difficoltà. Le rilevazioni contenute nello Shoe Report certificano che ci sono segnali di speranza per il futuro, ma è fondamentale che anche le istituzioni accompagnino questo processo con politiche di tutela del comparto manifatturiero".

La sesta edizione dello Shoe Report si concentra sull’analisi dei distretti e sulla loro evoluzione, che li ha portati a costituire una Piattaforma produttiva europea: l’Italia è infatti il primo paese produttore di calzature della Ue e il secondo esportatore a livello mondiale dopo la Cina e ciò dimostra come rafforzare la manifattura italiana significhi di fatto dare un importante impulso all’economia di tutta l’area. Le rilevazioni confermano anche come, dopo aver attraversato una fase calante, i distretti calzaturieri mostrino una ritrovata vitalità con una percentuale di export che va oltre il 70% e che arriva a punte del 90% sul totale della produzione. Il ruolo dei distretti è dunque fondamentale per permettere alle imprese di connettersi tra loro e con le principali direttrici di interscambio internazionali, grazie all’alleanza con i grandi marchi della moda, rafforzando capacità di produrre e di distribuire.

Attraverso la Piattaforma Produttiva Europea, i distretti diventano strumenti indispensabili per rafforzare le azioni delle imprese, pmi in particolare. aumentandone la competitività. Il Rapporto evidenzia anche una maggiore fiducia delle imprese calzaturiere per il prossimo futuro: nel 2011 solo l’8,3% delle aziende affermava di aver superato la crisi, mentre si sale al 20,0% nel 2012 e al 25,5% nel 2013, arrivando al 28,7% nelle previsioni per il 2014. Se poi si sommano a tali percentuali anche quelle relative alle aziende che presentano segnali positivi consistenti si passa dal 29,2% del 2011 al 59,1% delle previsioni per il 2014.

Nello Shoe Report si individuano tre condizioni per rafforzare il ruolo dei distretti. La prima è l'azione delle singole imprese che, anche per mezzo delle associazioni, possono contribuire allo sviluppo dei distretti manifatturieri attraverso azioni di rafforzamento dell'internazionalizzazione, di interpretazione delle nuove esigenze di consumo e di qualifica della filiera della sub-fornitura.

La seconda condizione è che i distretti devono poter contare sul concreto sostegno dei soggetti pubblici, che possono contribuire in maniera determinante al sostegno della manifattura sia in fase di "difesa", con politiche industriali specifiche, sia in fase di "attacco". Misure come il Made In, l’obbligo di indicazione di origine per i prodotti commercializzati all’interno del mercato comunitario, e il rafforzamento della lotta alla contraffazione sono infatti indispensabili per la tutela del comparto calzaturiero e di tutte le industrie che fanno della qualità del prodotto il proprio valore aggiunto.

Terza condizione è la creazione di una doppia piattaforma: da una parte, una "piattaforma produttiva", che raccolga le imprese, gli operatori e gli addetti del ciclo produttivo calzaturiero, dall'altra una "piattaforma istituzionale", in grado di dialogare e sostenere la prima con politiche adeguate.

"Attraverso l’analisi dello Shoe Report – ha concluso il presidente Cleto Sagripanti – abbiamo voluto dimostrare come il settore calzaturiero possa oggi contribuire in maniera decisiva alla ripresa del sistema Italia. Per questo, auspichiamo che l’imminente rinnovo del Parlamento Europeo diventi l’occasione per fare sentire ancora più forte la voce delle imprese calzaturiere che, a partire dai distretti, si confrontano ogni giorno con le sfide del mercato internazionale per portare nel mondo i valori del made in Italy".

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