Dal modello tedesco alle 3 aliquote: come può cambiare l'Irpef

La discussione è ancora aperta, fra chi chiede la soluzione a scaglioni con 3 aliquote e chi punta ad un modello tedesco

Dal modello tedesco alle 3 aliquote: come può cambiare l'Irpef

È allo studio del ministero dell'Economia e delle finanze un modello di riforma fiscale che possa ridurre la tassazione ma allo stesso tempo non danneggiare eccessivamente i conti pubblici: proprio con questo scopo l'attuale esecutivo sta lavorando ad una nuova Irpef che rispetti questi requisiti.

Per attuare la riforma non dovrà essere generato altro debito, sarà bensì necessario "proseguire con determinazione nel contrasto all'evasione fiscale anche attraverso un potenziamento dell'Agenzia delle entrate, per la quale sono previste 2 mila assunzioni aggiuntive", spiegano dal governo, come riportato da Il Messaggero.

Lotta all'evasione per trovare risorse

Si tratta di una questione di grande importanza, che andrà a far parte di tutti quei provvedimenti decisi dall'esecutivo per rispettare quanto previsto dal Recovery plan. L'obiettivo è quello di avere pronto un disegno di legge delega entro il 31 di luglio. Quanto appare evidente già da ora è che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnnr) prevede di trovare le risorse economiche necessarie attraverso la lotta all'evasione, senza creare altro debito.

"L'Italia ha intenzione di intensificare l'attività di analisi dei dati a disposizione dell'Agenzia delle entrate che consenta di individuare preventivamente o tempestivamente posizioni da sottoporre ad accertamento fiscale", è quanto viene dichiarato nella bozza della lettera che finirà presto sui tavoli di Bruxelles. "Pertanto, verranno realizzati e potenziati progetti di analisi avanzata dei dati per poter aggredire il tax gap attraverso applicazione di tecniche sempre più avanzate come intelligenza artificiale, machine learning, text mining, analisi delle relazioni", si legge ancora.

Proprio per combattere l'evasione (si parla di circa 100 miliardi di danni per le casse dello Stato), saranno assunti nuovi impiegati del settore, in particolare "personale dotato di professionalità adeguate nell'analisi avanzata di dati, nell'informatica, nel controllo fiscale sia dei fenomeni interni sia transnazionali, di esperti in fiscalità internazionale, di informatici, di ingegneri e di esperti in diritto ed economia".

La nuova riforma

Intanto si lavora alacremente per trovare una soluzione che metta d'accordo tutti i componenti dell'esecutivo. L'Irpef è oggetto di importanti discussioni: da un lato ci sono coloro che chiedono di mantenere il modello a scaglioni, passando da 5 a 3 aliquote, dall'altro chi preme per ispirarsi al modello tedesco. Lo stesso premier sarabbe più propenso a scegliere la seconda soluzione, dal momento che questa garantirebbe la "progressività del prelievo" a lui tanto cara permettendo allo stesso tempo di mettere a punto norme più semplici ed abbassare il carico fiscale.

Il modello tedesco

Questo meccanismo, in Germania, consiste in un sistema a 4 scaglioni ed una maxi aliquota variabile che sale progressivamente in base al reddito. In Italia avremmo una soluzione con una sola aliquota personalizzata sul contribuente che sarà calcolata secondo un algoritmo. A seconda della fascia di reddito e della categoria, l'algoritmo assegnerà l'aliquota corrispondente. In questo modo, secondo il ministero dell'Economia e delle finanze, si assisterebbe ad una riduzione delle tasse, in particolar modo per quelle categorie di reddito comprese fra i 15mila ed i 20mila euro. Previste anche agevolazioni per quelle fasce di reddito fino a 40mila euro. La Lega, tuttavia, spinge per una Flat tax al 15% fino a 65 mila euro. Tutto, dunque, è ancora da discutere.

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