"Per Stellantis crisi chip peggio della pandemia"

Uliano (Fim-Cisl): "Produzione di fine anno inferiore al 2020. Lavoratori colpiti nel reddito"

"Per Stellantis crisi chip peggio della pandemia"

Il sindacato Fim-Cisl, prima organizzazione all'interno di Stellantis, lancia l'allarme: la crisi dei chip sta colpendo la produzione del gruppo automobilistico più della pandemia. L'analisi dei primi nove mesi del 2021 vede «salvarsi» solo Mirafiori con la produzione della Fiat 500 elettrica, in quanto la linea non può fermarsi per i vincoli dettati dalle norme anti CO2. A snocciolare i dati, con un focus preoccupante sul terzo trimestre, è Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl. Se si sommano i dati produttivi di auto e veicoli commerciali, il risultato è positivo (+14,2%) rispetto al 2020, ma negativo sul 2019 (-16,3%), «e per la prima volta - puntualizza Uliano - troviamo il segno meno anche per i furgoni, cosa mai successa negli ultimi 12 anni». «Entro fine anno - la precisazione - assisteremo a una produzione totale di Stellantis, in Italia, inferiore a quella del 2020».

La mancanza di chip dovrebbe durare fino a tutto il primo semestre del 2022 con una perdita, a livello di mercato globale, di circa 10 milioni di veicoli, mentre il danno economico messo in conto da AlixPartners si aggirerebbe su mancati ricavi per il settore pari a 180 miliardi. Tutti temi che verranno discussi lunedì al «Tavolo Stellantis», presente l'azienda, convocato al Mise. Mercoledì, invece, sarà la volta dal «Tavolo Automotive», per un esame più ampio dei problemi del comparto.

Le vetture prodotte da gennaio a settembre, rispetto al 2019, in Italia: -39,7% Maserati Modena, -21,5% Cassino, -42,4% Pomigliano, -29,3% Melfi; in totale -22,3%. Ma con il -5,3% di Atessa (furgoni) si scende a -16,3%. Positivo, come si diceva, è invece il polo torinese di Mirafiori, che ha beneficiato dell'effetto 500 elettrica (prodotta dal 2020): da 11.931 a 54.28 unità. Il rapporto sui nove mesi con il 2020 senza contare Mirafiori: -12,8% Cassino, -3,4% Pomigliano, -3,3% Melfi. E poi c'è Atessa: +19,8%.

«Si stanno azzerando anche i benefici portati dagli incentivi - avverte Uliano - e le nostre preoccupazioni riguardano i lavoratori pesantemente colpiti sul piano del reddito a cui si aggiungono i timori su investimenti previsti e indotto. L'azienda deve confermare tutto e il governo non può assistere passivamente». Le giornate lavorative nel terzo trimestre: -38% Cassino, -70% Pomigliano, -54% Melfi, -28% Atessa.

Alfa Romeo, intanto, ha confermato il via alle vendite di Tonale, prodotto a Pomigliano, a inizio giugno. Mentre ora si guarda a Maserati Grecale, che nasce a Cassino, la cui presentazione è fissata a metà novembre, la produzione dovrebbe partire entro il primo trimestre 2022 e le consegne subito dopo, salvo imprevisti. La transizione energetica? «Ci sarà uno stravolgimento dal punto di vista professionale, la riqualificazione deve avvenire soprattutto nella componentistica», risponde il sindacalista.

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