Da Stellantis e Foxconn nuovo accordo per i chip. I progetti sui software

Tavares: "Più efficienti del 30% degli altri gruppi. Attesi benefici per 1,1 miliardi"

Da Stellantis e Foxconn nuovo accordo per i chip. I progetti sui software

Il primo marzo del prossimo anno, a più di un anno dalla nascita di Stellantis, Carlos Tavares presenterà il piano strategico del gruppo. Questo atto arriverà una volta ultimato il riempimento, da parte dell'ad, delle caselle principali del suo programma strategico, quelle relative a elettrificazione delle gamme di veicoli, semiconduttori e software. Un piano di investimenti di 30 miliardi, tra green e software, ma anche di accordi indispensabili - inclusi quelli sul litio con la tedesca Vulcan e le batterie con le coreane Samsung e LG - per poter affrontare una mobilità in rapida trasformazione.

Ecco allora l'annuncio, arrivato ieri, della nuova intesa con il colosso taiwanese Foxconn (a proposito, l'1 marzo si conosceranno anche i progetti di Stellantis per la Cina e i partner che li accompagneranno) che permetterà al gruppo italo-franco-tedesco-americano, presieduto da John Elkann, di coprire tra l'80 e il 90% delle necessità di semiconduttori, quei chip che a causa della indisponibilità sul mercato hanno messo in ginocchio produzioni e consegne finali del settore.

L'accordo siglato con Foxconn si aggiunge a quello che ha dato vita, nei mesi scorsi, a Mobile Drive sugli abitacoli intelligenti.

Stellantis ha tenuto ieri il suo «Software Day» presentato da Tavares come «pilastro chiave della nostra mission che porterà il gruppo a diventare una Mobility tech company». Efficienze per 1,1 miliardi, migliore tenuta del valore dei veicoli con una maggiore possibilità di personalizzazione della guida e dell'utilizzo della vetture, «ecco a cosa puntiamo con la forte implementazione in Stellantis di software della nuova generazione», ha spiegato l'ad. La spinta della mobilità connessa, in termini concreti, è vista generare circa 20 miliardi di fatturato incrementale entro l'anno 2030.

«Stellantis è un gruppo che ha un futuro luminoso - ha rimarcato Tavares - con un grande potenziale: forse abbiamo il miglior portafoglio di marchi nel mondo automotive. C'è una pressione sui listini, ma siamo capaci di avere una forte capacità sui costi; siamo del 30% più efficienti della nostra concorrenza in tutto quello che facciamo». «È importante anche considerare - ha aggiunto il cfo Richard Palmer - che benefici in termini di costi sono legati agli aggiornamenti over the air che diventeranno norma e renderanno le riparazioni meno costose, permettendoci di sistemare i problemi della clientela in maniera più veloce». Tutti benefici, in termini di costi, che si accompagneranno a un aumento dei ricavi intorno a 30 miliardi al 2030. Gli aggiornamenti over the air, in pratica, passeranno da 6 milioni nel 2021 a 400 milioni per la fine del decennio, mentre le auto connesse, dagli attuali 12 milioni nel mondo, saliranno a 34 milioni nello stesso arco di tempo.

Tre, intanto, le nuove piattaforme tecnologiche in arrivo nel 2024 e che saranno distribuite, su scala, sulle quattro di Stellantis nei due anni successivi. Inoltre, il gruppo sta dando vita alla «Software & Data Academy» per ricollocare oltre 1.000 ingegneri interni in diversi ruoli, creando così una «nuova software community». L'azienda fa anche sapere che sono in corso le assunzioni dei migliori talenti in software e intelligenza artificiale dall'industria della tecnologia e da altri settori a livello globale. L'obiettivo è che, entro il 2024, Stellantis avrà a disposizione 4.500 ingegneri software orientati all'efficienza, creando hub di talenti in tutto il mondo. Alla Borsa le strategie tech di Tavares sono piaciute; il titolo, ieri, è cresciuto del 3,5% a 16,87 euro.

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