Tessera sanitaria, sistema in tilt: ecco cosa si rischia adesso

Sono tanti i problemi rilevati dai professionisti per quanto riguarda l'invio telematico per il 2020 e soprattutto per il prossimo anno

A pochi giorni dal 31 gennaio, termine ultimo per l'invio delle spese sanitarie del 2020, il portale telematico della tessera sanitaria va in tilt, risultando inaccessibile per gli operatori. Nell'area a questi ultimi dedicata compare un messaggio decisamente esplicito:"I servizi di Gestione dati spesa 730 non sono al momento disponibili a causa di un problema tecnico, la cui soluzione richiederà due giorni lavorativi. Ci scusiamo per il disagio".

Il malfunzionamento, tra l'altro, va avanti da giorni ed ha impedito ai professionisti abilitati all'invio telematico di tali dati di completare le operazioni. Si tratta comunque solo di uno dei tantissimi problemi connessi a queste pratiche, per ottimizzare le quali da tempo era stato chiesto al governo di intervenire. Anche il presidente dell'associazione nazionale commercialisti Marco Cuchel, tramite comunicato ufficiale, aveva sollecitato l'esecutivo per ottenere un "immediato intervento sull'attuale malfunzionamento e un generale ripensamento dell'intero sistema", sia per quanto riguarda le tempistiche che le modalità degli invii telematici e delle forme di pagamento. Con l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti si iniziano infatti fin da ora a favorire i pagamenti effettuati con modalità tracciabili tramite l'applicazione di specifiche detrazioni.

Come riportato da Italia Oggi, l'art.1 comma 679 della legge di bilancio 2020 indica con precisione che "ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall'imposta lorda nella misura del 19% degli oneri indicati nell'articolo 15 del Tuir (dpr 917/1986), spetta a condizione che l'onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241".

Per il prossimo anno, tra l'altro, le cose si complicheranno ulteriormente, dato che il ministero dell'Economia e delle finanze ha decretato l'introduzione di un invio dei dati al portale tessera sanitaria non più a cadenza annuale bensì mensile, provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 29 ottobre (art.1 comma 7). A rendere il lavoro degli intermediari ancora più intricato il fatto che a partire dal prossimo anno saranno da comunicare in via telematica anche le spese sostenute da contribuenti che si oppongono all'invio dei propri dati (una possibilità prevista dall'art.3 del Dm 31 luglio 2015). Per le spese sanitarie sostenute dal 1 gennaio 2021, infatti, gli intermediari saranno tenuti a comunicare anche l'esercizio dell'opposizione all'invio dei propri dati da parte del contribuente. Tali dati, quelli per cui il diretto interessato ha esercitato la propria opposizione, dovranno essere trasmessi in via telematica al portale Tessera sanitaria senza l'indicazione del codice fiscale.

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Commenti

Indifferente

Ven, 22/01/2021 - 13:14

Nessun problema. Le uniche prestazioni sanitarie che vengono effettuate sono legate alla crisi pandemica Covid. Per tutte le altre se ne parla tra qualche mese (se va bene). Un esempio in una Regione con sanità d'eccelenza? TAC ai polmoni (post-covid) non disponibile per i prossimi sei mesi (Bologna, Emilia Romagna). Comunque, se il portale è gestito dagli stessi "esperti" che gestiscono gli altri servizi della P.A. meglio far finta che non esista proprio.

MonikaHefti

Ven, 22/01/2021 - 13:46

Ormai so che in Italia c'è gente con problemi cardiaci, calcoli biliari, tumori, e altre malattie, ma con la scusa del COVID-19 (prima trovavano altre scuse) c'è gente che ormai sta aspettando anche da due anni (come il fratello di mio cognato in Valle D'Aosta) con dolori lancinanti (per un calcolo alla cistifellea) ma i medici negli ospedali ormai neanche rispondono più al telefono, dopo tutte le promesse di nuove visite e operazioni di qualche mese fa. In Svizzera, il mio paese, la gente invece si lamenta se deve attendere almeno un giorno per poter essere ricoverata: veramente un abisso. Per non parlare poi della totale mancanza di rispetto dei medici e degli infermieri sia nei confronti dei pazienti che dei loro parenti in Italia.

amicomuffo

Ven, 22/01/2021 - 14:37

Allora io ho avuto una fortuna sfacciata!...per una coloscopia di controllo solo il 03/02/21! Ma solo perchè qualcuno ha rinuciato...se nò a babbo morto, come si dice dalle nostre parti!

scorpione2

Ven, 22/01/2021 - 14:51

x monika.hefti, tutto il mondo e' paese, ho parenti in melbourne e ache loro si lamentano delle lunghe attese per una visita ma a pagamento subito come mai? mi spieghi come funziona la sanota' in svizzera? anche da voi privileggiano la sanita' privata a discapito della sanita' pubblica? e per ultimo in svizzera si lamentano per un giorno e giustamente visto che pagano tutti le tasse invece da noi e' il contrario ogni anno si evadono 100 miliardi di tasse, ora puoi fare il confronto.

MonikaHefti

Ven, 22/01/2021 - 15:26

@scorpione2: onestamente vorrei che in Svizzera l'assistenza sanitaria fosse universale (ossìa pubblica) e non privata, cioè che non ci fosse l'assicurazione sanitaria obbligatoria (la cosiddetta Krankenkasse). Tuttavia sul lato pratico, quando poi vedo che i tempi d'attesa in Italia (dove la sanità è pubblica) sono lunghissimi, e i servizi offerti non sempre sono il massimo (praticamente uno deve portarsi da casa anche le bottigliette d'acqua o il personale ospedaliero costringe i parenti a farlo), ecco che allora preferisco il sistema svizzero, dove d'altronde per chi è disoccupato oltre al sussidio di disoccupazione è prevista anche la copertura per l'assicurazione sanitaria. In Italia invece fino a due anni fa non esisteva neanche un vero sussidio di disoccupazione, mentre ora c'è solo quella misera farsa del reddito di cittadinanza e se hai un cancro rischi di morire perché non ti visitano più e neanche ti operano con la scusa del COVID.

Giorgio5819

Ven, 22/01/2021 - 16:03

PA, un crogiuolo di incapaci sostenuti da un governo meno capace di loro.

GCS

Ven, 22/01/2021 - 17:01

Che la Svizzera sia efficace niente da dire, ma non proprio dei fulmini di guerra. Io vivo nel cantone di Ginevra da quasi 30 anni e tutte le volte che chiedo un appuntamento da un dottore e per esami senza rivolgermi ad una "permanence", ho l'appuntamento dopo 2 o 3 mesi. Per una coloscopia piuttosto urgente dopo un depistaggio positivo, ho trovato dopo due giorni di ricerca una clinica che me la effettuava dopo 15 gg e non a tre o quattro mesi come trovato fino ad allora. Prime parole "paga in contanti o con la carta? sa il costo e' piu' di 2000 CHF". Fortuna che ho un'assicurazione superba che mi rimborsa il 90% (ma mensilmente paghiamo tra il datore ed io circa 3000 CHF - 36000 CHF annui).

Yossi0

Ven, 22/01/2021 - 17:45

ma come non era la migliore sanità del mondo ? sei mesi per una tac certo se paragonato al Congo dove forse se ne fanno, siamo dei campioni

Ritratto di alejob

alejob

Lun, 25/01/2021 - 19:25

GCS, chi scrive ha lavorato molto più di 30 anni ed ha sempre pagato una assicurazione di 250 CHF mese. Per tutte la analisi possibili, compreso Tac, Radiografia, Gastro scopia, Risonanza Magnetica, ovvero tutte le specialità. Quando avevi bisogno il medico curante, prendeva il telefono e pernottava l'appuntamento, che non era lontano di 36/48 ore. Perché questo, perché era stato eretto in Zurigo un colossale palazzo di otre dieci piani e ogni piano era una specialità operativa in analisi. Questi piani sono serviti con un ascensore montacarichi fatto appositamente ove una Ambulanza trasportava il paziente immobile, al piano 24/24 ore, giorno e notte, compreso festivi. Chi le scrive ha fatto una Risonanza alle 11 la notte. Si vede che a Ginevra hanno copiato dagli Italiani.