Turbine verticali, impianti a forma di fiore, torri rivestite di specchi, biplani aerodinamici e diapason sintonizzati col flusso del vento. Enel trasforma l'impatto visivo dei parchi eolici cercando di mitigare l'aspetto estetico degli impianti che sfruttano la forza del vento trasformandoli in opere d'arte e di design. Il tentativo di dare una risposta ai tanti signori del no che da oggi non potranno più appellarsi alle antiestetiche pale per opporsi alla loro realizzazione.
Un cambio di passo che potrebbe attenuare l'effetto nimby (not in my backyard) e che coniuga la forma estetica con l'efficienza produttiva e l'armonia del territorio. Il tutto è stato possibile grazie a un vero e proprio concorso, il WinDesign, nel corso del quale sono stati selezionate e premiate le tre idee migliori.
Lanciato da Enel a primavera 2025, WinDesign ha chiamato a raccolta studi di architettura, società di ingegneria, imprese, start-up, università e studenti a livello globale, per dare un nuovo look all'energia sostenibile.
WinDesign è stato il contest più seguito mai lanciato da Enel, anche grazie a un approccio aperto e collaborativo basato su Open Innovability: la piattaforma online di crowdsourcing sviluppata dal gruppo proprio per la ricerca di soluzioni innovative tra le più brillanti idee e tecnologie in circolazione.
La sfida nasce in un momento di forte crescita dell'energia eolica, settore in cui Enel conta oltre 15,8 GW di capacità installata a livello globale, di cui 874 MW in Italia. Si tratta di una fonte rinnovabile che negli ultimi decenni ha registrato sviluppi importanti, grazie ai progressi tecnologici, alla scienza dei materiali e a soluzioni in grado di garantire prestazioni sempre più elevate.
La premiazione, andata in scena al Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) ha interessato Powering the Future, firmato da Mario Cucinella come designer e Robert Bird Group per la consulenza ingegneristica: è il progetto vincitore che ha sfruttato l'intuizione di una struttura verticale composta da ipnotiche vele ammainabili.
Il secondo classificato è stato WindBioma + WindBloom di Hope Engineering, che invece ha puntato sulla suggestione di superfici riflettenti che raccolgono acqua a beneficio della fauna. Al terzo posto c'è LA3 + Aria, progettata dallo studio di architettura TECTOO e dalla società ingegneristica Buromilan, che ha puntato su tecnologia e illuminazione e sulla riduzione dell'impatto visivo e dello sfruttamento del suolo.
Sono stati assegnati inoltre tre premi speciali: Design all'architetta Queena Le con il progetto Aeris + Bloom; Fattibilità Tecnico-Economica a O'Sullivan Studio con le turbine Horizon + Sylva e infine Innovazione e Sostenibilità alle startup Etesias+Rithem con il progetto Ecospire + Ecoline.