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Twitter, ora Musk bluffa anche sulle dimissioni

Elon: "Lascio la carica di ad non appena trovo un folle". Tesla a -60% da gennaio, l'ira dei soci

Twitter, ora Musk bluffa anche sulle dimissioni

«Mi dimetterò da amministratore delegato non appena troverò qualcuno così folle da accettare il lavoro!». Novello Bertoldo, Elon Musk confessa la verità buttandola sul ridere. E già: a Twitter non serve un foolish alla Steve Jobs, bensì qualcuno disposto a volare sul nido del cuculo. Da quando c'è lui alla console, pagata 44 miliardi di dollari, Twitter è un manicomio: decapitazioni del vecchio vertice, defenestrazioni del personale (non ancora finite), sforbiciate selvagge ai costi, toni da crociata per liberare l'uccellino dalla gabbia della censura. Il tutto in un centrifugato di polemiche, soprattutto di natura politica, mentre alla porta bussano, sempre più incazzati, gli azionisti di Tesla. Non senza ragione: in meno di un anno, hanno visto svalutarsi di ben oltre la metà i titoli della casa automobilistica. Un vero bagno di sangue.

Trovare un nuovo comandante in capo per la piattaforma social, dopo il sondaggio in rete che la scorsa settimana ha sfiduciato Mr. SpaceX, è complicato. E Musk è il primo a saperlo, consapevole che la sua imprevedibilità non stuzzica l'appetito dei top manager, neanche di quelli in cerca di sfide. Non a caso, si è ben guardato dallo sguinzagliare qualche cacciatore di teste per identificare il nuovo ceo. Qualcuno sostiene che, giocoforza, il miliardario sudafricano sarà costretto a rivolgersi ai vecchi sodali di PayPal, i soli che potrebbero sopportarlo. Tra questi c'è John Lonsdale, co-fondatore della società di software Palantir, al timone della società di investimento 8VC, ma soprattutto gran sostenitore di Musk ai tempi della campagna per acquisire Twitter e sottrarla all'ecosistema progressista della Silicon Valley. «Elon non me l'ha chiesto - ha commentato Lonsdale a FoxBusiness- , e io ho altri impegni». Bloomberg sgrana invece un piccolo rosario di papabili che include David Sacks, un altro ex dirigente di PayPal, Jason Calcanis, un imprenditore di Internet, e Sriram Krishnan della società di investimenti tecnologici Andreessen Horowitz. Il Financial Times cita tra i candidati ideali Sheryl Sandberg (ex direttrice operativa di Meta) e la Ceo di Nextdoor, Sarah Friar.

Un toto-nomine forse inutile. Alla fine, Musk potrebbe decidere di continuare a far da solo. L'intenzione di non mollare comunque le leve di comando su server e software, ovvero i motori di Twitter, lascia peraltro scarse chance a una sua completa uscita di scena. È invece la speranza dei soci di Tesla, che da gennaio hanno visto deprezzarsi l'investimento di oltre il 60%. Un disastro, causato anche dalla cessione di robusti pacchetti di azioni del gruppo da parte di Elon per finanziare l'acquisto di Twitter. Ma anche una pacchia per chi ha venduto allo scoperto i titoli del gruppo di Palo Alto, guadagnando in un anno 15 miliardi di dollari.

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