La Lagarde pronta a usare "il bazooka": quali armi ha ora la Bce

La Bce targata Lagarde vuole muoversi con attenzione sullo scudo anti-spread. E spera che le sue dichiarazioni bastino a evitare di doverlo applicare

La Lagarde pronta a usare "il bazooka": quali armi ha ora la Bce

La Banca centrale europea (Bce) ha annunciato la seconda stretta sui tassi in due mesi, ma la manovra che la presidente Christine Lagarde ha annunciato oggi e che prevede un rialzo dello 0,75% (75 puntii base) del prezzo del denaro all'1,25% non è l'unica tematica importante annunciata dall'ex governatrice del Fondo monetario internazionale in conferenza stampa.

La Lagarde ha detto infatti che la Bce è pronta a giocare a tutto campo qualora l'inflazione non rimanesse l'unica fonte di preoccupazione dell'area euro. E ha ventilato anche la prospettiva di attivare il Transmission Protection Instrument (Tpi), lo "scudo anti-spread" messo in campo a luglio. Il Tpi della Bce "è stato dibattuto, approvato all'unanimità e siamo pronti a usarlo", ha sottolineato la Lagarde. Il "siamo pronti" è, a suo modo, il "Whatever it takes" dell'economista e avvocato francese divenuta governatrice dell'Eurotower nel 2019 per succedere a Mario Draghi: di fronte a un'Europa divisa sulla risposta da dare alla crisi energetica, in cui rischiano di riesplodere i differenziali di rendimento sui titoli di Stato e apparire sempre più pesanti i danni recessivi all'economia del Vecchio Continente, l'Eurotower mira a mostrare compattezza.

Lo scudo anti-spread della Bce è parso infatti un tentativo esplicito di rispondere a un reale sentore di debolezza in Europa. La Bce ha concluso definitivamente le misure di uscita dagli acquisti già messe in campo con il Pandemic Emergence Purchase Plan (Pepp) del 2020. Ha finito per annunciare il Tpi come strumento di reinvestimento dei titoli in scadenza comprati nell'era Draghi e nella sfida pandemica nei Paesi a più altra tensione sui debiti, come l'Italia, i cui proventi a scadenza saranno reinvestiti e potranno, per i Paesi target, essere reinvestiti in chiave sostanzialmente illimitata (cosa che piacerà ai mercati finanziari e ai Paesi ad alto rischio debitorio) al manifestarsi di dinamiche di mercato indesiderate e disordinate. Annunciare di essere pronti a usarlo significa orientare il Tpi al ruolo di misura precauzionale e mirare a calmierare i movimenti speculativi e indesiderati sui mercati europei con la leadership nella vigilanza sui mercati prima ancora che con le azioni concrete. Esattamente come fatto nel 2012 e fino al 2015 da Draghi per preparare il terreno al quantitative easing.

In secondo luogo, la Bce vuole agire in questo modo per prevenire i rischi di una recessione che la crisi energetica può accelerare. "Nello scenario base vediamo una stagnazione nel quarto trimestre 2022 e nel primo trimestre 2023 ma nello scenario peggiore, che prevede uno stop totale alle esportazioni di gas e petrolio russo, vediamo una recessione", ha dichiarato la Lagarde in conferenza stampa. Dinamiche salariali contenute e riduzione delle forniture sono ritenute dalla Lagarde "spettri" sull'economia a cui però la Bce, non potendo finanziare direttamente i deficit dei Paesi europei, non può ovviare. La forward guidance, il governo delle aspettative, è la mossa con cui strategicamente si è mossa l'Eurotower negli ultimi giorni.

Infine, c'è da sottolineare il dato valutario. La Lagarde ha parlato di avere escluso per la Bce obiettivi precisi di cambio per l'euro, sottolineando che il tasso di cambio con valute come dollaro o sterlina ha effetti indiretti sull'inflazione ma non ci sono obiettivi "né abbiamo intenzione di fissarli" anche per un motivo molto preciso, il "non detto" della Lagarde: la volontà di cercare una sponda con gli Stati Uniti per coordinare assieme alla Fed le manovre di stimolo, l'aumento dei tassi e il governo della speculazione impedisce all'Eurotower di imporsi target precisi sul cambio che, in una fase in cui l'asse con Jackson Hole è fondamentale, potrebbero creare incomprensioni oltre Atlantico. L'aspettativa è che il raffreddamento dell'inflazione rafforzi l'euro e dunque il suo potere d'acquisto per materie prime, energia e fattori produttivi. E questa è una svolta rispetto all'era del quantitative easing in cui invece gli stimoli erano intesi a favorire esplicitamente l'export su scala globale.

Oggi il focus è maggiormente sul mercato interno messo a rischio dalle minacce recessive: la Bce si muove nelle dichiarazioni per poter controllare e governare i mercati e non farsi schiacciare da trend più imprevedibili. Alla capacità della Lagarde di essere coerente con questi obiettivi è affidato il successo di tale strategia.

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