Una boccata d'aria fresca al cinema che ritempra sia dalle temperature africane (ops... ci torneremo) che dalle commedie che non graffiano più. Il regista sardo Giorgio Amato, al suo sesto film, con Election Day, da oggi nelle sale con Medusa, ci riprova a distaccarsi non solo dal filone buonista ma anche da quello pseudo irriverente, un po' come nel precedente Il ministro, ispirato "a fatti probabilmente avvenuti", sempre a sfondo politico ma molto più cupo. Certo qui utilizza un escamotage che non possiamo rivelare e che dà a tutto il film un significato diverso anche se la base su cui il regista e sceneggiatore e montatore lavora è quello della miseria umana che non si può riabilitare.
Ecco l'incipit con l'ultimo comizio prima delle elezioni con Angela Finocchiaro che interpreta un'onorevole del partito Dp, Democrazia e progresso, il cui simbolo, i colori e l'acronimo invertito richiamano il Partito Democratico. Ci spostiamo poi nella sua splendida villetta con piscina ad attendere i risultati. È uno spoglio all'ultima scheda tra la coalizione del centrodestra che si fa chiamare Prospettiva Nazionale (un Fratelli d'Italia già vannacciano?) e quella del centrosinistra che ha un mezzo punto in più che fa ben sperare a Elisa (Elly?), la segretaria del Dp che già propone alla deputata la carica di ministro della pubblica istruzione. Solo che a Renata Innocenti (nomen omen antifrastico) inizia a capitare di tutto. Il marito, cronista sportivo, durante un'intervista in tv litiga con un calciatore di colore dicendogli: "Ma tornatene in Africa (ops... ci siamo tornati, ndr), sto negro, ma vaffan". Il calciatore gli molla una testata che gli spacca il setto nasale. Da quel momento il giornalista inizia a fare video sui social con il volto insanguinato urlando: "Basta con questa dottrina woke che mi sfracassa le palle. Integrazione e accoglienza? Ma da quando i negri sono italiani?".
Immediatamente la segretaria del Dp chiede di correre ai ripari e Angela chiama Giorgio Tirabassi, che nel film rappresenta il suo ex marito ed ex sottosegretario, per avere aiuto e risolvere la situazione. Ma intanto in casa arriva anche il nuovo fidanzato di colore della figlia della deputata, un ex ma famoso attore porno con il nome di Furia seguito dall'indicazione 26 centimetri.
Insomma il mondo della deputata progressista che, per completare il quadro, ha due assistenti lesbiche, sembra sbriciolarsi miseramente con Angela Finocchiaro che dà il meglio di sé nel restituire lo stupore e l'incredulità di un mondo ("Radical chic de sto cazzo con la piscina e la filippina", la insulta il marito) incapace a capire lo spazio nel discorso pubblico che una certa destra estrema sta prendendo in Italia. Ecco, Election Day può aiutare a comprendere che non c'è alcuna superiorità antropologica tra uno schieramento e l'altro perché la nostra miseria umana, il vero nemico da combattere, è una livella della società.