Le enigmatiche visioni di Romano Notari

Le enigmatiche visioni di Romano Notari

Con una solida e completa retrospettiva il Museo d’Arte Moderna di Pescara ripercorre l’intero lavoro di uno degli artisti più visionari del panorama italiano contemporaneo: Romano Notari (fino al 9 agosto, catalogo Vallecchi).
Notari conduce ormai da mezzo secolo una ricerca ostinata sull’enigma della visione, che nel suo caso è anche la visione dell’enigma. Con la sua pittura sembra voler risalire o al momento in cui nasce la vita, e in cui non sai più se l’anima diventa corpo o se il corpo è ancora anima. L'uovo è uno dei motivi ricorrenti dell'opera di Notari: l’uovo di tutti gli ovipari della terra e del cielo, ma anche l'uovo di Piero della Francesca, che qui si è spezzato, spargendo dappertutto la luce densa del suo albume e del suo tuorlo.
Nelle tele dell'artista umbro germinano strane presenze, avvengono inaspettate fecondazioni. È una forma, quella di Notari, tutt’altro che formata: anzi, appena il disegno diventa riconoscibile, la forma si sfalda, e attraverso veloci metamorfosi diventa tutt’altra cosa da ciò che era. Un sentimento di sacralità aleggia tra le sue generazioni di uccelli, tra le sue temperature incandescenti, tra le sue visioni tanto fisiche (ci distingui un volto, un piede, un dito) quanto metafisiche. Anche i titoli delle opere, dalla giovanile Divinità del ’55 alle Apparizioni degli anni ’70 e ’80, fino ai Dischi e all’Adorazione che chiude lil percorso della mostra, sono l'indizio di una tensione inappagata verso un infinito sconosciuto.