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Eroi in bici e sugli sci. Il Museo del Ghisallo celebra Giochi e salite

Miti e imprese sportive a confronto: da Coppi e Colò a Moser e Thoeni, Pantani e Tomba

Eroi in bici e sugli sci. Il Museo del Ghisallo celebra Giochi e salite

"Se i Campioni olimpici vanno alla Montagna, le Montagne da Leggenda vanno ai Campioni Olimpici... ". Comincia così il racconto della Mostra "Montagne da leggenda. Storie di campioni" che dal 28 febbraio verrà allestita nelle sale del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo a Magreglio e che di fatto inaugura la nuova stagione. Un viaggio andata e ritorno nella leggenda di due sport, il ciclismo e lo sci, che hanno in comune l'origine, la fatica, spesso la solitudine e che grandi campioni hanno consegnato alla storia azzurra tra imprese epiche, grandi vittorie e anche grandi sconfitte. Salite e discese da vette che diventano un lungo percorso espositivo che fa dialogare gli scenari del ciclismo con quelli degli sport della neve più che mai "accesi" in questi giorni di Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

"É una rassegna che non si esaurisce nel solo confronto fra discipline o medaglie- spiega la direttrice del Museo del Ghisallo Carola Gentilini- Vuole esaltare luoghi e momenti vissuti dallo sport, imprese realizzate sulle montagne che siano di neve o di ghiaccio vestite o verdi tornanti o piste da conquistare che collocano lo sport azzurro in cima ai nostri sogni". Uno slalom parallelo di emozioni fra atlete e atleti delle due ruote e degli sport invernali, donne e uomini che hanno attraversato epoche diverse e cicli olimpici indimenticabili, lasciando sulle stesse vette tracce indelebili di imprese sportive. Stelvio, Mortirolo, Dolomiti di Cortina, Livigno, Predazzo: luoghi dove allenarsi e dove vincere. Al centro dell'attenzione mondiale dei mesi olimpici, luoghi che da oltre un secolo rappresentano teatri naturali di epiche battaglie ciclistiche e di storiche vittorie sugli sci.

La mostra apre la stagione museale 2026 nel pieno dello svolgimento dell'Olimpiade di Milano-Cortina, intercettando il flusso turistico tra Milano e le sedi olimpiche alpine e proponendo al pubblico un racconto trasversale che unisce memoria sportiva, territorio e attualità. Il percorso espositivo propone accoppiate o poker simbolici che ci riportano ai ricordi di sport: dalle pioniere Alfonsina Strada e Paula Wiesinger, a Fausto Coppi e Zeno Colò, a Francesco Moser e Gustav Thöni, a Gianbattista Baronchelli e Paolo De Chiesa, Claudia Giordani e Maria Canins, Marco Pantani e Alberto Tomba, Paola Pezzo e Deborah Compagnoni. E ancora una carrellata con Paolo Savoldelli e Kristian Ghedina, Vincenzo Nibali e Dominik Paris, Elisa Balsamo e Sofia Goggia, Elisa Longo Borghini e Federica Brignone.

Con una dedica speciale e molto simbolica anche ad Antonella Bellutti: figura unica nello sport italiano e olimpico: due ori ai Giochi consecutivi nel ciclismo su pista, una partecipazione ai Giochi invernali nel bob a due a Salt Lake City come frenatrice con Gerda

Wesseinsteiner (settime). La mostra è entrata a far parte dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, programma culturale dei Giochi, ed è a tutti gli effetti un'iniziativa culturale inserita nel ricco palinsesto olimpico.

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