«Esproprio incostituzionale» Rifondazione risponderà a Ciampi

Matteo Rosso (FI): «L’Ulivo dica in aula che la maggioranza non è in sintonia con questa proposta»

«Esproprio incostituzionale» Rifondazione risponderà a Ciampi

Paola Balsomini

«Affittasi a Nervi villa con piscina, quattro stanze, due bagni». Sarebbe bello per i genovesi inseriti nelle fasce deboli, magari si adatterebbero immediatamente al lusso di chi, invece, ha più di tre case e decide di tenerle sfitte. Tanto bello, o talmente surreale, dipende dai punti di vista, che persino la sinistra ieri ha definito «irrealizzabile» la proposta presentata in Regione dai consiglieri di Rifondazione Comunista Vincenzo Nesci e Giacomo Conti: «Dare ai Comuni la facoltà di requisire unità immobiliari sfitte da oltre dodici mesi per poi conferirle nella disponibilità dell’Arte provinciale». Insomma, la casetta a tre piani sul porticciolo di Boccadasse potrebbe finire a chi è in lista d’attesa per una casa del Comune, e vai a spiegare perchè una famiglia dovrebbe abitare al Cep di Prà e l’altra sulla spiaggia del litorale genovese. L’onorevole di Alleanza Nazionale Giorgio Bornacin è addirittura pronto a chiedere al Parlamento e al Capo dello Stato di esprimere l’incostituzionalità della proposta: «E’ una proposta vergognosa. Rifondazione Comunista vuole cancellare il diritto costituzionale alla proprietà privata per sostituirlo con un provvedimento che meriterebbe soltanto di essere gettato in un cestino dell’immondizia. Comunque la cosa peggiore è che questi signori siedono sui banchi della maggioranza della Regione Liguria ed hanno anche incarichi di Governo nella Giunta Burlando oltre ad accingersi, in caso di vittoria, alla guida dell’Italia. Non mi meraviglierei, quindi, di vederla un giorno approvata assieme a qualche altra «porcheria» di leninista memoria. Tutto ciò non può essere tollerato, quindi, se la cosa andasse avanti, oltre alle iniziative parlamentari chiederò che venga espressa l’incostituzionalità al Capo dello Stato». E se Bornacin invita Rifondazione Comunista ad andare a fare propaganda politica a Cuba, persino il presidente della Regione Claudio Burlando dice che non si può fare: «Rifondazione solleva un problema vero, quello della casa, ma francamente la Regione non può pensare di requisire abitazioni». Prendere in prestito le terze case da affittare a canone sociale pare anche alla sinistra pretenzioso: «C'è un grande bisogno di case da affittare - continua Burlando - e da parte pubblica si fa il possibile. Noi abbiamo già deciso nuovi fondi per interventi di sostegno all'affitto e nuovi finanziamenti per restaurare alloggi pubblici». Ora che la proposta è stata bocciata su tutta la linea c’è da fidarsi? Per Matteo Rosso, per nulla: «Considerata la proposta di legge di Rifondazione Comunista di requisire le case sfitte la nostra mozione impegna la Giunta a dichiarare che questa proposta di legge non corrisponde alla volontà politica della maggioranza». Insomma, una boutade di Rifondazione e nulla più, ma la maggioranza deve dirlo chiaramente.
Il capogruppo regionale Alleanza Nazionale Gianni Plinio invece ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Regionale Mino Ronzitti chiedendo che in sede di Ufficio di Presidenza Integrato venga dichiarata la irricevibilità della proposta di legge dei consiglieri di Rifondazione in quanto in palese violazione con il dettato costituzionale.
«Piaccia o non piaccia ai consiglieri di Rifondazione Comunista, la proprietà privata in Italia è ancora un diritto costituzionalmente garantito - ha detto Plinio - Iniziative e proposte in stridente contrasto con la normative e con le leggi vigenti e tanto più con la Carta Costituzionale non possono essere messe all’ordine del giorno del Consiglio Regionale». Un vero e proprio attacco alla proprietà privata, secondo il Commissario Metropolitano di Forza Italia Roberto Cassinelli: «Forza Italia è assolutamente contraria ad ogni tentativo di attacco alla proprietà privata che non colpirebbe aziende, banche e assicurazioni ma privati cittadini che hanno l’unica colpa di possedere qualche immobile, acquistato con il proprio lavoro e i propri sacrifici o ereditato da qualche caro».
Rifondazione infatti aveva provato ad indorare la pillola sostenendo che l’obiettivo era quello di colpire istituti religiosi, associazioni e banche. Anche i Ds hanno bocciato l’idea: «La requisizione - ha spiegato il capogruppo Moreno Veschi - è una procedura di dubbia legittimità e di difficile applicazione e non riteniamo, quindi, che sia lo strumento più adatto per affrontare una problematica che necessita di una strategia e di una visione più complessa». Ironico l’intervento di Luigi Morgillo, consigliere di Forza Italia: «Pensavo di essere davanti ad uno scherzo di carnevale e invece la proposta è stata ufficialmente depositata. Questo provvedimento è il frutto del fondamentalismo comunista. Non pensavo che dopo le occupazioni dei centri sociali, una forza politica potesse proporre una sorta di esproprio proletario». Anche l’associazione dei Piccoli proprietari dice no alla requisizione delle case sfitte: «Peccato che un simile comportamento colpisca in primo luogo proprio le migliaia di proprietari che sono anche elettori della sinistra e che hanno investito i propri sudati risparmi nella casa e che così verrebbe svalutata in modo fortissimo perché i contraccolpi su tutto il mercato immobiliare sarebbero devastanti».