Funerale di Sharon. Lanciati due razzi dalla Striscia di Gaza

L'ex primo ministro israeliano è stato seppellito vicino al deserto del Neghev. Strasburgo, niente silenzio

Funerale di Sharon. Lanciati due razzi dalla Striscia di Gaza

Israele ha dato l'ultimo saluto ad Ariel Sharon. Il funerale è iniziato alle 9.30 con una cerimonia ufficiale alla Knesset. Hanno parlato il presidente Shimon Peres, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il vicepresidente Usa Joe Biden. Poi la sepoltura, cui hanno assistito migliaia di persone, nel ranch dei Sicomori (deserto del Neghev). "Padre amato, sei tornato a casa", ha detto commosso uno dei figli, Ghilad, poco dopo che Sharon era stato inumato accanto alla tomba della moglie Lili. Alla sepoltura hanno assistito i principali dirigenti d’Israele e alcuni ospiti giunti dall’estero, tra cui Biden e Tony Blair. L’Italia era rappresentata dal viceministro degli Esteri Marta Dassù e dal presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. Per la vicinanza con la Striscia di Gaza, l’esercito aveva elevato le misure di sicurezza nel timore che la cerimonia potesse essere turbata dal lancio di razzi palestinesi. Ne sono stati sparati due: hanno colpito un’area aperta nella regione dello Shaar HaNegev. In risposta l’aviazione israeliana ha colpito due "obiettivi terroristici" palestinesi nella Striscia, e i piloti hanno riferito di aver colpito con precisione i loro obiettivi. Fonti palestinesi hanno precisato che gli attacchi (uno dei quali avvenuto nei pressi del campo profughi al-Bureij e l’altro nel Sud della Striscia) non hanno provocato vittime. Secondo il quotidiano "Haaretz" le persone che hanno partecipato alla sepoltura di Sharon avrebbero sentito le esplosioni.

Durante la commemorazione ufficiale il primo ministro Netanyahu ha detto che Sharon è stato uno dei più grandi uomini militari del popolo ebraico e delle Forze di difesa israeliana: "La creazione di Israele dipendeva da una generazione di combattenti coraggiosi per ricostruire un patrimonio di coraggio ebraico che sembrava essere scomparso. Ariel Sharon ha avuto un ruolo centrale nella ricostruzione di questa eredità". Per il presidente israeliano Shimon Peres, Sharon era la spalla su cui la sicurezza di Israele ha riposato: "Le tue impronte sono impresse su ogni collina e ogni valle. Si coltiva la terra con la falce, ma la si difende con la spada". Tony Blair ha ricordato che Sharon era sia un uomo di guerra e di pace: "Quando c’era bisogno di combattere ha combattuto, quando era richiesta la pace ha lottato per pace".

Biden: morte di Sharon come un lutto in famiglia

"Quando un Paese unito come Israele perde un uomo come il primo ministro Sharon - ha scritto in una nota il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden - non è solo la perdita di un leader, è come un lutto in famiglia. E molti miei amici americani, alcuni dei quali sono qui, sentono lo stesso senso di perdita. Come tutti i leader storici, tutti i veri leader, aveva una stella polare che lo guidava - una stella polare dalla quale non ha mai, nella mie osservazioni, deviato. La sua stella polare è stata la sopravvivenza dello stato di Israele e del popolo ebraico, in qualsiasi luogo risieda. La sicurezza del suo popolo è stata sempre la ferma missione di Ariel, un indistruttibile impegno per il futuro degli ebrei, sia tra 30 anni che tra 300 anni". Poi ha aggiunto: "Anche se siamo stati d’accordo o in disaccordo con una sua specifica linea politica riconosciamo che il suo impegno in Israele è stato instancabile". E ha ribadito la vicinanza dell'America a Israele: "Nessuno in ogni parte del mondo ha alcun dubbio sulla posizione dell’America sulla sicurezza di Israele, l’indipendenza dello Stato di Israele che rappresenta il massimo rifugio per gli ebrei ovunque si trovino nel mondo. E questo non cambierà mai". Ha concluso citando le parole del presidente Barack Obama pronunciate nella sua ultima visita a Gerusalemme lo scorso anno: "Fino a quando ci saranno gli Stati Uniti d’America, voi non sarete da soli". Per concludere: "Il legame tra Israele e gli Stati Uniti non potrà mai essere rotto".

Dassù: coraggioso leader politico e militare

"I funerali ai quali ho partecipato in rappresentanza del governo - ha detto il viceministro Dassù - hanno confermato quanto Sharon sia stato un uomo amato in patria e un coraggioso leader militare e politico del suo paese. Anche se attraverso scelte controverse (Sharon, ndr) ha dedicato la sua vita alla sicurezza del popolo ebraico e dello Stato di Israele. Ciò che adesso conta - ha aggiunto - è l’eredità che ha lasciato con le sue ultime scelte, un’eredità basata sulla convinzione che la sicurezza di Israele sia legata alla prospettiva di due Stati in questa terra".

Le mosse programmate da Sharon prima del ritiro da Gaza

Il quotidiano israeliano Haaretz parla di alcuni cablogrammi dell’ambasciata Usa a Tel Aviv al Dipartimento di Stato Usa che sono stati svelati di recente da Wikileaks. Nel dicembre del 2004 Sharon incontrò il senatore Usa Joseph Lieberman e gli disse - secondo i documenti - di voler "implementare" la Road Map a patto che i palestinesi compisserro "passi contro il terrorismo. In quell’occasione, l’allora ambasciatore Usa in Israele Daniel Kurtzer, in rapporto per il Dipartimento di Stato in cui sintetizzava l’incontro, mise nero su bianco che Sharon non aveva intenzione di fermarsi al ritiro da Gaza ma che aveva la volontà di compiere "passi di vasta portata" in Cisgiordania e a Gerusalemme.

Strasburgo, negato minuto di silenzio

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha respinto la richiesta di dedicare un minuto di silenzio a Sharon, presentata, in apertura della sessione plenaria a Strasburgo, dall’olandese Laurence Stassen, esponente del partito xenofobo ed anti-islam Pvv.

Il socialdemocratico ceco Richard Falbr ha contestato la richiesta della Stassen chiedendo: "Teniamo un minuto di silenzio quando Sharon è stato responsabile della morte di decine di migliaia di plaestinesi?". Le polemiche, com'è facile immaginare, non sono mancate.

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