L'Ucraina accusa Mosca: "Duemila soldati russi in Crimea"

Malgrado i primi accenni di dialogo diplomatico fra Russia e Occidente, sale la tensione in Crimea. Il presidente ucraino ad interim: "Duemila soldati russi hanno invaso la Crimea". Occupati gli aeroporti di Simferopoli e Belbek. DIARIO DALL'UCRAINA

L'Ucraina accusa Mosca: "Duemila soldati russi in Crimea"

All’aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Simferopoli, sarebbero atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti per un totale di 2.000 soldati. A denunciarlo è il rappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea, Serghiei Kunitsin, chiedendo al leader russo Vladimir Putin di far cessare immediatamente "l'aggressione non dissimulata". Malgrado i primi accenni di dialogo diplomatico fra Russia e Occidente, cominciano a soffiare pericolosi venti di guerra.

Uomini armati presidiano da stamattina due importanti aeroporti della penisola russofona ucraina: quello della capitale Simferopoli e quello di Belbek, a 20 chilometri da Sebastopoli, dove è di stanza la flotta russa del Mar Nero. Non è ben chiaro se gli autori di questi blitz - sulle cui mimetiche non c’è alcun segno distintivo - siano paramilitari filorussi o delle truppe regolari di Mosca. La flotta del Mar Nero ha escluso il coinvolgimento di propri militari nell’occupazione dell’aeroporto di Belbek, ma i media locali continuano a riportare notizie di movimenti di soldati russi e di sconfinamenti russi dello spazio aereo ucraino. Mentre Kunitsin grida apertamente alla presunta "invasione" di duemila militari russi aviotrasportati a Simferopoli. Denuncia la violazione del trattato russo-ucraino del 1997, le cui regole impongono alla flotta russa del Mar Nero di restare confinata al porto di Sebastopoli, il ministero degli affari esteri ucraino ha protestato contro "la violazione dello spazio aereo ucraino" e ha chiesto "il rientro immediato dei militari e dei loro veicoli alle loro basi".

Già in mattinata il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, aveva del resto accusato Mosca di "invasione armata". La tensione nella russofona Crimea è in effetti altissima, e sembra sempre più evidente che le autorità ucraine non hanno la situazione sotto controllo. Per esaminare, e si spera risolvere, la crisi in atto, è stato convocato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Ma sul terreno i moniti e i tentativi di rassicurazione della diplomazia non trovano per ora ossigeno. Dopo una serie di telefonate con il premier britannico David Cameron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente Ue Herman Van Rompuy è stato comunque lo stesso Putin, rompendo giorni di gelido silenzio, a invitare alla calma per evitare "un’ulteriore escalation della violenza". Secondo Downing Street, inoltre, il leader del Cremlino si sarebbe confermato d’accordo sulla necessità di rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina. Intanto però la testata online Ukrainska Pravda sostiene che almeno cinque aerei militari russi sono atterrati all’aeroporto militare di Gvardiiski, vicino Sinferopoli, e che una colonna di blindati si trova sulla strada tra Sebastopoli e Simferopoli. E a puntare il dito contro la Russia è anche uno dei maggiori leader politici ucraini, l’ex pugile Vitali Klitschko, che dopo aver annunciato che l’ex premier Iulia Timoshenko si candiderà (come lui) alle presidenziali del 25 maggio, ha anche denunciato che soldati di Mosca stanno partecipando alle azioni militari in Crimea.

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