Nave Elettra, non è spionaggio

La missione della "nave spia" italiana tra addestramento e operazioni di controllo. Nessun contrasto con Mosca

Nave Elettra, non è spionaggio

Ha suscitato molte polemiche la prossima missione della nave della Marina Militare “Elettra” nel Mar Nero, a seguito dell’articolo apparso su RIA Novosti, agenzia d’informazione internazionale russa, lo scorso 3 giugno.

Il primo a riprendere la notizia in Italia è stato Gianandrea Gaiani, Direttore di “Analisi Difesa”.

Dopo aver appreso questa notizia, il leghista Giancarlo Pini ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo “conferme o smentite ufficiali” in merito alle notizie riportate.

Pini ha dichiarato che “si tratterebbe di un atto politicamente sensibile, di cui non è stata data alcuna informativa ufficiale e che sconvolge la linea di equilibrio fino ad oggi tenuta dalla Farnesina, tanto che l’Osce ha riconosciuto all’Italia un ruolo di mediazione nella questione russa”.

Secondo l’agenzia di stampa russa, la nave Elettra dovrebbe entrare nelle acque internazionali del Mar Nero il 15 giugno per sostituire la nave intelligence della Marina francese, Dupuy de Lome, che ha lasciato l’area il 29 maggio. Mentre altre due navi da guerra della NATO dispiegate nel Mar Nero, la fregata francese Surcouf e l’incrociatore statunitense Vella Gulf, rimangono nella zona.

Secondo il sito http://digilander.libero.it, il compito principale dell’Unità1 è il SIGINT (Signal Intelligence), ovvero, quello di intercettare, analizzare e valutare segnali radio ed emissioni elettromagnetiche al fine di ricavarne informazioni da fornire all’intelligence, alla squadra navale e/o a supporto di operazioni speciali. Grazie alla ridotta segnatura acustica è in grado di avvicinarsi ad obiettivi sensibili senza farsi notare, intercettare le informazioni e riferire. Altri compiti sono la sorveglianza marittima e impieghi di carattere scientifico quali investigazioni del fondale marino e ricerca idro-oceanografica ed acustica subacquea.

La notizia pare abbia scatenato molte polemiche sull’impiego “segreto” della nave, classificata come Unità di Supporto Polivalente dalla Marina militare italiana.

Di segreto non sembra ci sia nulla, visto che la Russia insieme agli altri paesi che si affacciano sul Mar Nero ha ricevuto la notifica del prossimo arrivo della nave Elettra. Infatti, secondo la convenzione di Montreaux, le navi che entrano nel Mar Nero e non appartengono ai paesi rivieraschi devono presentare richiesta alle autorità turche che controllano gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo. Secondo la convenzione, le navi militari non appartenenti ai paesi del bacino possono restare al massimo 21 giorni.

Il ministero degli Esteri russo aveva, in passato, accusato la NATO di violare la Convenzione di Montreux, sostenendo che la USS Taylor avrebbe trascorso nella regione, tra febbraio e marzo, 11 giorni in più rispetto al limite.

La Ria Novosti riporta che dopo la “riunificazione della Crimea con la Russia”, la NATO ha sistematicamente intensificato la sua presenza vicino al confine con la Russia.

Fonti russe segnalano anche che gli aerei della Flotta russa del Mar Nero hanno ripreso i voli di addestramento su acque neutrali del mare per monitorare l'attività delle navi da guerra della NATO. I voli, effettuati principalmente da aerei d'attacco Su-24, consentono il monitoraggio delle manovre di navi da guerra della NATO, le cui attività sono aumentate negli ultimi mesi.

Credere al fatto che la missione della nave Elettra dovesse restare segreta negli intendimenti del Governo italiano appare fantasioso, viste le procedure per accedere al Mar Nero e la stazza di 3.000 tonnellate della nave, che sicuramente non passerebbe inosservata.

Piuttosto, il movimento della nave Elettra potrebbe rientrare nelle attività di addestramento di routine che è chiamata a svolgere periodicamente, pur non snaturando le caratteristiche principali della stessa.

In effetti, come avremmo dovuto chiamare la presenza nel Mediterraneo di navi militari provenienti da ogni parte del mondo, Russia e Cina comprese?

Elvio Rotondo, Country Analyst del think tank "Il Nodo di Gordio"
www.NododiGordio.org

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