Se ne accorge pure Obama: politica economica Merkel frena la ripresa dell'Eurozona

Attacco frontale degli Usa: la Germania indebolisce la domanda nei paesi dell’area mediterranea. Replica di Berlino: "Critiche incomprensibili"

Se ne accorge pure Obama: politica economica Merkel frena la ripresa dell'Eurozona

Dal Datagate alla politica economica. La tensione tra Usa e Germania resta alta e si sposta su un altro fronte. Il governo americano per la prima volta attacca esplicitamente e pubblicamente la Germania, accusando le sue politiche economiche di essere responsabili della debolezza dell'Eurozona. Berlino punterebbe troppo sull'export e non sulla domanda interna, ha accusato il rapporto semestrale del Tesoro statunitense sulla manipolazione delle valute. L'attacco frontale è una novità. Immediata la replica di Berlino, che bolla le argomentazioni americane come "incomprensibili".

"Il surplus commerciale riflette la competitività dell’economia tedesca e la domanda internazionale per i prodotti di qualità tedeschi: il surplus delle partite correnti non è motivo di preoccupazione né in Germania né nell’area euro né per l’economia mondiale", ha affermato il ministero delle finanze di Berlino. "Il governo americano farebbe meglio ad analizzare in modo critico la propria situazione economica", ha rincarato la dose Michael Meister, alleato vicino alla cancelliera Angela Merkel, criticando l’elevato livello del debito americano che "non solo turba gli Stati Uniti ma ha effetti negativi sull’economia globale. L’economia della Germania è competitiva, con un record di occupazione. È incomprensibile che dobbiamo essere condannati per il nostro successo". "La crescita anemica della domanda interna tedesca e la dipendenza dalle esportazioni - si legge nel rapporto del Tesoro - hanno ostacolato un riequilibrio in un momento in cui altri paesi dall’area euro erano sotto forte pressione per rallentare la domanda e contenere le importazioni per promuovere aggiustamenti". Nonostante i segnali di ripresa, gli Stati Uniti restano scettici sul fatto che i problemi di Eurolandia siano stati risolti e temono una nuova crisi.

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