Esulta per la Roma, sprangato da interisti

Per carità, litigare per il calcio è eccessivo, ma può anche capitare. Quel che invece sfugge a ogni comprensione, è andare in giro con una mazza da baseball nel bagagliaio dell’auto. Come ha fatto l’ultrà dell’Inter che, insieme con il fratello, ha poi mezzo massacrato un romanista, subito dopo la gara di Roma, mandandolo in ospedale. Arrivata al Policlinico in condizioni preoccupanti, passata la notte la vittima si è un po’ ripresa e adesso, pur in attesa di ulteriori accertamenti, secondo i medici dovrebbe cavarsela. I due balordi, uno dei quali già noto per le sue intemperanze «sportive», sono stati arrestati poco minuti dopo dalla polizia.
L’aggressione, stupida e brutale, l’altra sera in piazza Sant’Agostino, fuori dal pub «Old Fox» dove parecchi tifosi si sono ritrovati per vedere Roma-Inter, partita cruciale per assegnare lo scudetto 2009/2010. Una gara attesa dal popolo nerazzurro con il fiato sospeso, visto che la formazione guidata da Mourinho dopo un girone d’andata a passo di bersagliere, sta vistosamente rallentando in vista del traguardo. Mentre, d’altra parte, la Roma di Ranieri ha infilato una serie impressionante di risultati utili. Giusto per capire il clima e la tensione con cui ci si è avvicinati allo scontro finito con la vittoria dei giallorossi. Così poco dopo le 20, Mirko J., 21 anni, di provata fede romanista nonostante sia nato e cresciuto in città, l’altra sera s’è trovato sul marciapiede a festeggiare il successo con un amico interista al cellulare. Ovviamente bersaglio dei suoi sacrosanti sfottò. Risultati poco graditi a due fratelli Alessio e Cristian Mario Giuseppe S., di 28 e 32 anni. Il risultato è stato un battibecco che in breve è cresciuto fino ad arrivare all’aggressione. Così Alessio è andato alla macchina e ha tirato fuori una mazza da baseball con cui ha colpito il «nemico».
Mirko è caduto a terra sanguinante, gridando aiuto. Invocazioni raccolte da un passante che ha chiamato il 113. Dopo pochi istanti si è materializzata una volante che ha raccolto le testimonianze. La vittima ha ben descritto il delinquente che l’aveva aggredito: 1.70, testa rasata, berrettino dell’Inter, due lettere, la A e la D, tatuate ai lati del collo. Mentre un suo amico ha fornito modello e targa dell’auto con cui si era dileguato. Una rapida battuta in zona ha consentito agli agenti di beccare i due di fronte a un bar della vicina via Verga. I due sono incensurati anche se Alessio, quello risultato più violento, è stato in passato colpito da Daspo, cioè il divieto di accedere a manifestazioni sportive. Provvedimento, di durata variabile, emesso dal questore proprio nei confronti di soggetti che abbiano commesso violenze durante incontri sportivi.

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