Leggi il settimanale

Perquisizione nella sede del Garante della Privacy: indagato il presidente Stanzione. Ranucci: "Intervento dopo i servizi di Report"

L'indagine nasce dopo i servizi di Report relativi alle spese e ad alcune procedure di sanzioni risultate opache, come conferma lo stesso conduttore della trasmissione di Rai3. Indagati tutti i componenti dell'Autorità

Perquisizione nella sede del Garante della Privacy: indagato il presidente Stanzione. Ranucci: "Intervento dopo i servizi di Report"
00:00 00:00

La Guardia di Finanza sta procedendo con alcune perquisizioni presso la sede del Garante della Privacy nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria della Procura di Roma che vede indagato il presidente dell'Autorità, Pasquale Stanzione, e gli altri membri dell'autorità. I reati ipotizzati sono quelli di peculato e corruzione, con fascicolo che è coordinato dall'aggiunto Giuseppe De Falco. Gli altri indagati, oltre Stanzione, sono Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza: tutti componenti del collegio del Garante. Nel corso dell'attività della Gdf sono stati acquisiti cellulari e computer.

L'indagine nasce dopo i servizi di Report relativi alle spese e ad alcune procedure di sanzioni risultate opache, come del resto conferma lo stesso conduttore della trasmissione di Rai3 Sigfrido Ranucci: "Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante dalla Privacy. In seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un'indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio - scrive il giornalista del servizio pubblico -. Le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories".

Ci sono anche alcune tessere "Volare Classe Executive", del valore di 6 mila euro ciascuna, tra le utilità contestate ai quattro indagati. Nel capo di imputazione formulato da piazzale Clodio in cui si contesta la corruzione, si afferma che gli indagati "in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale - si legge - per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt'ora partner la moglie di questi) - scrivono i magistrati - a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere 'Volare'".

Per quanto riguarda le accuse di peculato, i magistrati di Roma contestano agli indagati che "avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all'esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare". Sempre per questa fattispecie agli indagati viene contestato di avere "utilizzato l'auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica".

Le prime reazione politiche arrivano dagli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai. "Le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante per la Privacy, con l’intervento della Guardia di Finanza e un’indagine aperta dalla procura dopo i servizi di Report, rappresentano l'ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell'istituzione. Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono al centro di un’inchiesta che è solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio. Lo stesso presidente Pasquale Stanzione risulterebbe indagato - Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato -. In una situazione del genere, restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità.

Così si espone l'istituzione al pubblico ludibrio e si nega la minima tutela del suo prestigio. Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l'intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell'Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica