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"Mi riprendo la mia vita". Quel grazie ai follower e il veleno della Lucarelli

Le lacrime dell’influencer: "Due anni molto duri". Ma l’accusatrice insiste: "Pensa soltanto ai fan"

"Mi riprendo la mia vita". Quel grazie ai follower e il veleno della Lucarelli
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La scivolata di Chiara Ferragni inizia con un dubbio insinuato sui social. Fa davvero beneficenza, la nostra, o è solo un'operazione commerciale mascherata? È la domanda che i suoi follower inevitabilmente si pongono dopo l'inchiesta di Selvaggia Lucarelli sui Pandoro Pink Christmas. Che anticipa quella sulle Uova pasquali Dolci Preziosi da lei griffate, e, a seguire, la super multa dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e l'inchiesta penale per truffa aggravata.

Un tempo impegnata a immortalare ogni centimetro del suo innegabile privilegio, dal superattico di Milano ai biondissimi figli, l'imprenditrice si ritrova presto a piangere in video con indosso una tuta grigia. È dicembre 2023. Si scusa, versa un milione di euro all'ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino coinvolto nella vicenda, ma non basta.

La caduta è inevitabile. I fan che fino al giorno prima la idolatrano, rendendola ogni giorno più ricca e famosa, sono inferociti, la tempestano di commenti d'odio. Le aziende interrompono a una a una i rapporti commerciali. È un triste declino.

Segue un esposto del Codacons, indaga Milano in un procedimento finito poi in un nulla di fatto ieri dopo la caduta delle aggravanti e il ritiro delle querele. «Mi sono commossa in aula, penso sia normale», dice Ferragni alle decine di giornalisti che si accalcano davanti all'aula. È soddisfatta, e si vede. «Sono stata assolta, sono molto contenta, è finito un incubo, ora voglio riprendere in mano la mia vita». Spiega che «sono stati due anni molto duri». Ma l'epilogo è positivo. «Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta».

Non è un caso che dopo l'assoluzione, le prime parole dell'imprenditrice siano rivolte alla sua fan-base. «Grazie ai miei follower che mi sono stati vicini», dice Ferragni, ed è commossa. Spera che i fan decidano che, dopotutto, i suoi peccati non sono così gravi e possono essere perdonati.

Succede davvero. «Felice per te Chiara..ora torna a volare», «Sentiti libera Sentiti libera Sentiti libera», «Grande Chiara!!!! Finalmente puoi tornare a sorridere», sono alcuni dei commenti sui profili social poco dopo la sentenza.

La prima a notare che tra i suoi primi pensieri ci sono proprio i suoi seguaci sui social (la telefonata alla mamma che rivela ai giornalisti, invece, appare del tutto sincera) è l'editorialista del Fatto. «Pensa ai suoi follower», posta Lucarelli che già da ieri mattina aveva riassunto su Instagram tutta la vicenda, provando anche a indovinare l'esito. A renderlo ancora più al vetriolo, l'emoticon di una bionda desolata, quella con la mano che copre fronte e occhi per intenderci. Segue poi un'altra story: «Tecnicamente è stata prosciolta, non assolta», scrive. Ma la risposta non si fa attendere. «In merito alle dichiarazioni rilasciate dalla signora Lucarelli - la nota della società di comunicazione Image Building - ci fa piacere farle notare che il proscioglimento di Chiara Ferragni corrisponde a una piena assoluzione.

L'improcedibilità significa, lo può riferire all'esperto legale che le ha suggerito quanto lei scrive, che non era possibile procedere per truffa aggravata perché ne mancavano i presupposti. Quindi, se vuole, è anche peggio. Questo processo non si doveva fare».

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